Quella spia russa della Johansson

L'attrice americana nel film "The Avengers" riveste i panni di Natasha Romanoff, nome in codice "Vedova Nera". Alla première moscovita racconta delle sue origini bielorusse e dello studio del russo

La star hollywoodiana Scarlett Johansson, a Mosca, alla presentazione del nuovo film "The Avengers" (in uscita in Italia il 25 aprile 2012, ndr), confessa di aver a lungo sperato di poter reinterpretare il ruolo della Vedova Nera, la spia russa Natasha Romanoff, dopo la prima esperienza nel 2010 in Iron Man 2.

"Quella della Vedova Nera è una gran bella storia del passato - sottolinea l'attrice americana con ammirazione -, che vorrei conoscere più a fondo". E confessa di trovare alcuni punti in comune con la spia russa: "Come la Vedova sono molto sensibile, ma il mio lavoro mi impone di mantenere un atteggiamento distaccato per portare a termine la mia missione". In ogni caso, spiega, fare qualcosa che in qualche modo la spaventi è la spinta che in genere le fa scegliere una parte: "Provare un pizzico di terrore mi serve a capire che in quella sceneggiatura c’è qualcosa di interessante. Man mano che divento più adulta, le occasioni di interpretare ruoli più realistici, aumentano".

Ma mentre Scarlett cresce, cinematograficamente parlando, trova l'occasione per parlare anche delle sue radici: "La mia famiglia è originaria di Minsk, Bielorussia e mia madre avrebbe una gran voglia di tornarci".

In "The Avengers", film diretto da Joss Whedon e basato sui supereroi dell'omonimo fumetto dell'universo Marvel, con un cast d'eccezione che annovera anche Robert Downey Jr (Iron Man), Mark Ruffalo (Hulk), Chris Evans (Capitan American) e il cattivo Tom Hiddleston (Loki), Scarlett riveste i panni di quell'agente segreto russo che, come lei stessa conferma, "non lascia spazio ai sentimenti, è in una sorta di area grigia. Combatte per il bene nonostante il suo oscuro background, è coinvolta perchè deve esserlo ed è ligia al dovere. Assomiglia a un soldato, è così che distingue il bene del male".

In occasione della première moscovita l'attrice ha visitato il Cremlino e ha ricordato alla stampa: "Ho avuto un professore di russo e ho imparato la fonetica della lingua, ma ho dimenticato tutto".

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