Alla fiera della vanità

Foto: Itar-Tass

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Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

23 marzo 2012

È quando meno te lo aspetti che arriva il colpo di spazzola. In fila al Mac, mentre si aprono le porte della metropolitana, sulle scale mobili. Con un gesto fulmineo, si tira fuori dalla borsa il pettine o la spazzola (dipende dalla capigliatura) e si dà alla testa una bella sistemata.

Sono attimi così veloci e inaspettati, difficili da cogliere se non si presta attenzione a chi sta o cammina davanti ai propri piedi. All'indomito moscovita vanitoso non sembra sufficiente ridare forma alle proprie ciocche con le mani. Come magari farei anche io attratta dal mio riflesso.

Da queste situazioni mi sono convinta che i moscoviti siano davvero vanitosi: per strada, non passano davanti a uno specchio, o anche semplicemente davanti a una superficie che rifletta la propria immagine, senza approfittare per darsi una ritoccata, soprattutto ai capelli. E tante volte, tale è l'abitudine di lisciarsi i capelli, che lo specchio, spesso e volentieri, non serve.

Foto: Itar-Tass

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Perché, per sentirsi a posto, basta sfruttare la porta del vagone della metro o gli specchietti delle auto in sosta. I più audaci si spingono a sfruttare quegli enormi specchi laterali sulle banchine del metrò, che consentono ai macchinisti di controllare che le porte dei treni si chiudano senza ghigliottinare passeggeri. Ma cosa importa se si copre loro la visuale: l'importante è farsi belli prima di "riveder le stelle", anche se una dispettosa ventata potrebbe scompigliare le chiome da un momento all'altro, mentre si attraversono i passaggi pedonali per cambiare linea o mentre si salgono le scale mobili verso l'uscita.

Ma non crediate, cari lettori, che siano solo le donne russe, nelle loro acconciature a volte tradizionali a treccia, a volte sfrangiate e moderne, a tenere alla loro composta pettinatura. Quando meno te lo aspetti, sul gradino davanti al tuo della scala mobile, anche un uomo può sfoderare il suo pettine d'ordinanza, tirato fuori, come un coniglio dal cilindro del mago, dalla tasca del giubbotto o da quella del jeans. Perché, forse, il mito di Fonzie di "Happy Days" anche qui è duro a morire. 

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