La Maschera d'oro alla danza italiana

Il miglior balletto della manifestazione russa è stato "Cinque", firmato dal coreografo Mauro Bigonzetti; il collega Luca Veggetti ritira il premio della giuria

Incetta di premi per gli italiani nella sezione danza della Maschera d’oro, il festival internazionale delle arti sceniche. Oltre al premio speciale della giuria andato alla produzione “Vedere la Musica” del Teatro d’Opera e Balletto di Perm con uno dei tre titoli, “Meditation on Violence”, firmato da Luca Veggetti (intervistato alla vigilia della premiazione), altri coreografi rappresentano l’Italia sul podio dei vincitori.

Così, mentre in Italia la danza soffre in maniera crescente per fattori storici e contingenti quali la carenza di scuole, la progressiva soppressione dei corpi di ballo e i tagli ai finanziamenti dovuti alla crisi, talento e intraprendenza evidentemente non mancano, e numerosi sono gli artisti che si mettono in luce, soprattutto all’estero.

I riconoscimenti assegnati a Mosca con la cerimonia del 16 aprile 2012 riconoscono due realtà italiane opposte eppure complementari: il consolidato e il futuro della nostra danza.

La premiazione di "Cinque" (Fonte: Cultura Tv)

Con il premio al miglior coreografo, Mauro Bigonzetti si conferma l’autore italiano di maggior respiro internazionale. Romano, per un decennio alla testa di Aterballetto, è sempre più richiesto all’estero, dove firma produzioni per compagnie di primo piano quali il New York City Ballet, l’English National Ballet o lo Staatsballett Berlin. Il balletto per il quale ha appena vinto il premio, “Cinque”, creato per il Teatro Bolshoj di Mosca, ha le caratteristiche dei suoi pezzi migliori: maestria compositiva e temperamento brillante, per l’occasione con musica italiana di Antonio Vivaldi e per cinque ballerine fuoriclasse, Ekaterina Krysanova, Natalja Osipova, Anastasja Stashkevich, Ekaterina Shipulina e la guest Polina Semionova.

Apre invece al futuro il premio al miglior spettacolo di danza contemporanea, assegnato a “Punto di fuga”, co-produzione tra Italia e Russia che nell’anno 2011 dello scambio tra i due Paesi ha visto la collaborazione delle giovani formazioni Zerogrammi di Torino e Dialogue Dance di Kostroma. Proprio nella città russa nel febbraio 2011 sono arrivati Emanuele Sciannamea e Stefano Mazzotta, danzatori e coreografi originari del Sud Italia, formatisi alla prestigiosa Scuola Paolo Grassi di Milano, emergenti con il loro agile ensemble.

I 25° gradi sottozero dell’inverno russo e la conoscenza di poche parole della lingua di Pushkin non li hanno scoraggiati e insieme a due performers della Dialogue Dance hanno dato vita a “Punto di fuga”, pièce al maschile che tra forza e ironia reinterpreta il “Tieste” di Seneca. Applaudito in inverno a Kostroma e in estate a Torino al festival Teatro a Corte, il neopremiato “Punto di fuga” racchiude il pensiero dei quattro giovani: “l’incontro, e dunque il confronto, è l’unica reale ricchezza degna di conquista”.

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