I colori dello sport russo

Gli atleti di origine africana che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra per portare sul podio più alto la bandiera tricolore della Federazione

A cento giorni da Londra 2012 la Federazione ripone speranze olimpiche in atleti di cittadinanza russa ma con tratti somatici non tipicamente slavi. Una carrellata dei campioni più noti e le loro aspirazioni.

Foto: Ria Novosti
Lukman Adams (Foto: Ria Novosti)

Lukman Adams è il primo atleta nero della Nazionale di atletica russa. Padre nigeriano e madre russa, Luk è cresciuto nella periferia di San Pietroburgo e lo sport gli ha cambiato la vita. Dopo una breve esperienza nel basket, Adams si è dedicato all'atletica leggera, raggiungendo rapidamente alti livelli nel salto triplo. Nel 2006 ha lasciato San Pietroburgo per Mosca e l'anno successivo ha vinto i Campionati Europei Junior. Nel 2010, Adams ha raggiunto l'età per entrare in Nazionale. I campionati mondiali indoor segnano, attualmente, il top della carriera in questo sport per questo 23enne che è solo l'inizio. 

Come si sente in Russia? Ha mai pensato di emigrare?
La Russia è il Paese dove sono nato. Sono cresciuto e sono stato educato nelle tradizioni russe. Mi considero un russo a tutti gli effetti. Qualche anno fa, sono diventato ortodosso. Sono mezzo nigeriano, ma non sono mai stato nel Paese di mio padre e non so nulla della cultura nigeriana. Non ho mai pensato di emigrare. Io rappresento la squadra russa, vivo nella capitale, che devo avere di più per essere felice?

Racconti la tua performance ai Campionati del Mondo di Atletica dello scorso inverno.
L'anno scorso, ho per la prima volta superato i 17 metri (17,32). Poi ho dovuto fermarmi per tutta l'estate a causa di un infortunio. Nel mese di novembre 2011, ho iniziato ad allenarmi di nuovo e mi sono sentito molto meglio. Sono riuscito a mantenere la forma a Istanbul, dove ho impostato il mio record personale e ho vinto una medaglia. Ora penso solo alle Olimpiadi. Voglio accontentare i tifosi della squadra della Russia e la mia famiglia. 

Victor Keyrou ha già assaporato le gioie dei Giochi Olimpici di Pechino nel 2008. Nato a Rostov sul Don, suo padre è arrivato con la squadra nigeriana di atletica alle Olimpiadi di Mosca nel 1980. Victor ha deciso di seguire le sue orme e si è lanciato nel basket. Ha dato il suo contributo a una delle più forti squadre provenienti dalla Russia, l'Unics Kazan, prima di essere rapidamente trasferito alla prima divisione, dove si è distinto presto all'interno di una delle migliori squadre d'Europa, il Cska Mosca. Successivamente è entrato nella Nazionale. Oggi è il capitano dello Spartak San Pietroburgo. Keyrou spera di essere al top della forma per le Olimpiadi di Londra. 

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Victor Keyrou (Foto: Ria Novosti)

Come si sente in Russia? Ha mai pensato di emigrare?
Ho vissuto tutta la mia vita in Russia. Mio padre è originario della Sierra Leone, ma non ho mai messo piede in Africa. Naturalmente mi piacerebbe giocare nella Nba, ma la mia famiglia ed io stiamo molto bena a San Pietroburgo, è una bella città europea. Qui mi dedico interamente allo Spartak e alla Nazionale russa. 

Pensa di partecipare alle Olimpiadi di Londra?
Ho avuto un colloquio con David Blatt (alla panchina della Nazionale russa, ndr), che ha detto che credeva in me. Da parte mia, posso garantire che se partecipo per la seconda volta alle Olimpiadi con la squadra russa, farò di tutto per dare il meglio: sono al meglio. 

La sorella di Victor, Ekaterina Keyrou, lo segue. Abituata ad accompagnare il fratello a guidare, un giorno le è stato proposto di scendere in campo per una prova. Da allora, la giovane giocatore di basket rincorre il successo del suo fratello. Passo dopo passo, si unisce alla Super League, pur continuando nei suoi studi musicali, diviene capitano juniores ed è stata convocata tre volte nella Nazionale. 

Foto: Itar-Tass

Ekaterina Keyrou (Foto: Itar-Tass)

Come si sente in Russia? Ha mai dovuto confrontarsi con il razzismo?
Mi sento molto bene qui. Questo è il mio Paese, sono nata qui e ho visitato le città più importanti di Russia. Non ho mai dovuto affrontare il razzismo, ma quando vedo i fan gettare banane ai calciatori di colore in campo, mi vergogno per il mio Paese. A causa di queste persone può esserci negata l'organizzazione dei campionati più importanti. 

Stai pensando di partecipare alle Olimpiadi?
Per il basket, le Olimpiadi rappresentano il grande evento sportivo. Voglio davvero andare a Londra e vincere una medaglia olimpica. Questo è il mio sogno. Quando Victor ha giocato per a Pechino, siamo stati molto felici per lui. 

Anche Emilia Tourey, leader della squadra di pallamano femminile russa, ha le radici della Sierra Leone. In Astrakhan, sua città natale, nessuno la prese per una russa a causa del suo colore della pelle. Dopo l'ingresso nel club locale, ha seguito una brillante carriera nei grandi club danesi (Slagelse e Copenaghen) e spagnoli (Itxaco). Ma è con la squadra russa che ha ragiunto i suoi maggiori successi: campione del Mondo 2005, 2007 e 2009; medaglia d'argento al 2008; argento olimpico  nel 2006 e bronzo (2008) Campionati Europei; miglior ala sinistra nel Campionato del Mondo del 2011. 

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Emilia Tourey (Foto: Itar-Tass)

Come regalare l'oro alla Russia?
Faremo di tutto per questo. La finale di Pechino mi ha segnato per sempre. Abbiamo giocato male la prima parte del gioco, ci siamo svegliate nel secondo, ma era troppo tardi. Vogliamo davvero la nostra rivincita sui norvegesi. Il nostro team in quattro anni è migliorato. Siamo sicuri delle nostre forze e vogliamo la vittoria.

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