Tempo di Pasqua russa a Roma

La chiesa di Santa Caterina di Alessandria a Roma (Foto: Ria Novosti)

La chiesa di Santa Caterina di Alessandria a Roma (Foto: Ria Novosti)

Il reportage del giorno di festa dei credenti ortodossi nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria nella capitale, tra la partecipazione al rito liturgico e la condivisione della tavola imbandita

In accordo con il calendario liturgico giuliano seguito dalla Chiesa ortodossa russa, la Pasqua del 2012 si celebra domenica 15 aprile, una settimana dopo la Pasqua cattolica.

Per la tradizione russa ortodossa, la Pasqua è la festività più solenne del calendario liturgico, percepita tale dai fedeli e non solo: grazie al suo bagaglio di tradizioni e di riti popolari è festeggiata proprio da tutti, pure dai non praticanti.  

Anche gli ortodossi russi di Roma hanno potuto celebrare la Santa Pasqua partecipando alla liturgia solenne presso la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, il punto di riferimento dei russi ortodossi di Roma.

 

 Foto di Daniela Ciabattini

“Hristos Voskres” (Cristo è risorto”) “Voistinu voskrese”  (“Veramente è risorto”) sono le due frasi che si sentono pronunciare in ogni angolo dello spazio antistante alla chiesa, che per l’occasione è pieno di uomini, donne e bambini in festa: quasi non sembra di essere nel centro di Roma, tra l’altro a due passi da San Pietro del quale si scorge la cupola, ma proprio in Russia, tanto il clima gioioso è autentico.

“Sembra proprio di essere a casa”, afferma Olga, 35 anni, originaria di Krasnodar ma in Italia da 10 anni, “Mi piace questa sensazione di familiarità in un giorno importante come quello di Pasqua”, aggiunge.

La liturgia solenne è, come al solito, molto coinvolgente: formule, riti e canti che si ripetono da secoli ma che mantengono intatto il loro fascino che non può lasciare indifferente neanche chi li osserva da poco tempo, come Roberto, italiano e cattolico ma ben lieto di partecipare alle celebrazioni ortodosse: “Sono qui per accompagnare mia moglie che è russa, ma non è un peso, lo faccio con piacere, nelle messe ortodosse sento un spirito di religiosità autentica che non percepisco altrove e che non mi fa pesare il fatto di non comprendere le parole del sacerdote”.

Alla celebrazione solenne allietata dai tipici canti pasquali della tradizione ortodossa russa, seguono la benedizione dei piatti tipici pasquali e il pranzo nelle stanze adiacenti alla chiesa offerto dalla parrocchia ai fedeli: un ulteriore momento di condivisione nel giorno della Resurrezione di Gesù, che accresce quella sensazione di fratellanza in nome del bagaglio di riti e tradizioni comuni, nonostante i cambiamenti geopolitici, come spiega Natalia, 26 anni, ucraina: “Quest’anno non sono potuta tornare a casa per Pasqua, ma non ho rinunciato a festeggiarla come facevo quando ero ragazzina con la mia famiglia: con alcuni amici, dopo la funzione, faremo un pranzo con le specialità tradizionali di Pasqua”.

I piatti tipici sono una parte importante dei festeggiamenti pasquali russi, e infatti sulla tavola del giorno, oltre a diverse specialità russe, non mancano quelle proprie della Pasqua, come il Kulic, la cui forma ricorda il panettone italiano, la Paska con le iniziali XB (Hristos Voskres), le uova sode colorate e quelle di cioccolato, per la gioia di tutti bambini.

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