Una metropoli, quanta poesia

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

15 marzo 2012

Quanta poesia nasconde una metropoli come Mosca? Nel mio vagabondare di questi mesi alla scoperta della Terza Roma (a ricordarmi che lo sia ci pensa anche la stazione della metro "Rimskaya", "Romana"), tra cartine, mappe stradali, fogli stampati da Yandex e guide turistiche, ho potuto cogliere anche il gusto dei moscoviti per la... toponomastica.

Calandomi nelle vesti di una nipotina di Giovanni Pascoli, quel sommo poeta che cantava la bellezza delle piccole cose, ho iniziato a tradurre, a poco a poco che prendevo familiarità con la lingua, i nomi delle strade, delle piazze, delle fermate della metropolitana, restando incantata dai loro significati: non solo nomi di grandi letterati, statisti, scienziati di epoche diverse o date memorabili per la storia russa, ma anche intitolazioni che fanno volare la mia fantasia.

Prendiamo, per esempio, "Lublinò", il quartiere dove ho vissuto nelle prime settimane. Mi piaceva sapere di essere nel "quartiere degli innamorati" e anche tra i grattacieli della periferia Sud-Est di Mosca cercavo calore per scaldare il cuore. Poco dopo ho trovato una stanza nella parte opposta della città, lungo Osennij Boulevard, "Il viale dell'autunno", nella zona di Krilatskoe, "il quartiere delle ali"; una strada, quella di Osennij Boulevard, dal suono così incantevole che nella mia testa ha reso ancor più clemente la stagione che mi avrebbe introdotto al leggendario inverno russo.

Il mio ultimo approdo è più centrale rispetto al Cremlino, Prospekt Mira, il Corso della Pace o del Mondo, dal momento che "mir" ha un doppio significato, ma io preferisco associare una strada così commerciale, caotica e trafficata a una sensazione di "pace", il mio buon augurio al mondo per il 2012.

Stazione metropolitana Kievskaja (Foto: Lori/Legionmedia)

E che sogno poi sarebbe in primavera trasferirsi su Cvetnoj Boulevard, il "viale colorato" o nel Botaniceskij Sad, nel bel "giardino botanico". Che dire di un salto sempre nella natura a Vorobevy Gory ("Le colline dei passeri") o a Zjablikovo ("Il villaggio del fringuello"); Sokol invece è il regno del "falco", mentre nel parco Sokolniki forse si potevano incontrare i falconieri.

Felicità contagiosa poi a Shosse Entuziastov, la strada degli entusiasti. Gioia in grande quantità anche ad Otradnoe, parola antica della lingua russa che indica "delizia, piacere". E, infine, grande senso patriottico a Park Pobedy, il Parco della Vittoria.

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