Tre aeroporti da unire

Un Airbus A380 all'aeroporto moscovita di Domodedovo (Foto: PhotoXPress)

Un Airbus A380 all'aeroporto moscovita di Domodedovo (Foto: PhotoXPress)

Un progetto del governo russo prevede la fusione di Sheremyetevo, Domodedovo e Vnukovo. Un affare da svariati milioni di dollari che si dimostra, però, tutto in salita

In passato i tre maggiori aeroporti di Mosca, Sheremyetevo, Domodedovo e Vnukovo, sono stati in concorrenza tra loro sia per i passeggeri sia per le compagnie aeree. Durante l'era sovietica, i tre scali servivano a scopi diversi: Sheremetyevo è stato il principale aeroporto internazionale e il più grande del Paese; Domodedovo è stato progettato come un aeroporto hub per voli a lungo raggio in Siberia, Estremo Oriente e Asia centrale e anche  per voli di medio raggio per la regione del Volga e degli Urali; Vnukovo tradizionalmente offriva voli per l'Ucraina e le località del Mar Nero.


Ma con la fine dell'Unione Sovietica, Sheremetyevo rimase proprietà dello Stato, mentre il 75 per cento di Vnukovo fu trasferito al Comune di Mosca; Domodedovo divenne un'impresa privata gestita dal gruppo East Line.  Negli ultimi anni, Domodedovo è diventato leader nel traffico passeggeri tra gli aeroporti russi.  Nel 2011, ha registrato 25,7 milioni di passeggeri, mentre Sheremetyevo 22,6 milioni e Vnukovo 8,2 milioni. Domodedovo ora serve circa il 46 per cento dei passeggeri Mosca, Sheremetyevo il 40 e Vnukovo il 14 per cento.

Credit: Niyaz Karim

Numero di passeggeri nel 2011 nei tre aeroporti moscoviti (Credit: Niyaz Karim)

Nel 2010, il vice primo ministro Igor Shuvalov aveva suggerito di fondere i tre aeroporti creando un'unica società di gestione. La proposta fu ripresa dal ministro per lo Sviluppo Economico Elvira Nabiullina.  Nel dicembre 2010, un consorzio guidato da Credit Suisse e Troika Dialog stimò per Vnukovo un valore tra 500 milioni e 700 milioni di dollari, per Sheremetyevo tra 1,6 miliardi di dollari e 2,4 e per Domodedovo tra 4,1 e 5,1 miliardi di dollari. Nel mese di aprile 2011, il primo ministro Vladimir Putin annunciò la decisione di avviare la fusione preliminare degli aeroporti di Sheremetyevo e Vnukovo. Esperti di mercato sono certi che la decisione di fondere gli aeroporti di Mosca sia stata determinata dal desiderio di funzionari del governo di vendere beni statali al miglior offerente. Secondo il ministro dei Trasporti Igor Levitin, alcune società estere sono già disposte a negoziare con le autorità russe: "Abbiamo ricevuto offerte da grandi operatori europei, del Sud-Est asiatico, da un operatore di un aeroporto a Singapore e da operatori americani".


Consolidare le attività degli aeroporti si è rivelato un compito difficile, in parte dovuto al fatto che la struttura proprietaria di ogni aeroporto è estremamente ingarbugliata, soprattutto per quanto riguarda Sheremetyevo. Ma  l'organizzazione della proprietà di Vnukovo non è meno complessa. Una parte della proprietà dell'aeroporto appartiene ad aziende il cui principale azionista è un gruppo di investitori privati ​​guidati dal magnate Vitaly Vantsev. La fase finale della fusione degli scali di Mosca dovrebbe essere l'acquisizione del più grande aeroporto russo Domodedovo. I funzionari statali non hanno mai spiegato come lo Stato intenda prendere il controllo dell'aeroporto, pur se i proprietari, il gruppo East Line, sono disposti a vendere.

Nel maggio 2011 Domodedovo ha tentato di lanciare una Ipo, ma l'iniziativa è stata annullata all'ultimo momento. Nel 2011, East Line ha iniziato a cercare acquirenti per l'intero aeroporto, ma non c'era nessuno disposto a versare 5 miliardi di dollari.


Tuttavia, a marzo 2012 la società di investimento Summa ha iniziato a negoziare con Sberbank un prestito di 2 miliardi di dollari per comprare l'aeroporto. Nel frattempo, ai primi di aprile 2012 un'altra società di investimento, la A1, dipartimento del gruppo Alfa-consorzio, ha presentato domanda per un prestito a Vneshekonombank per comprare l'aeroporto. Gli analisti e gli esperti hanno identificato un paio di possibili scenari per il futuro. Uno è che, passando a nuovi proprietari, Domodedovo continuerà a svilupparsi in modo indipendente e a competere con la consolidata Sheremetyevo-Vnukovo. Un altro è che i nuovi proprietari che hanno espresso interesse ad acquistare Domodedovo si dimostreranno più disponibili a negoziare con il governo: a quel punto la fusione potrà avvenire.

Kirill Slepynin e Alexei Ekimovsky sono gli autori della guida “Russian Transport”

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta