Ipnotizzati da Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi (Foto: Kirill Lagutko)

Ludovico Einaudi (Foto: Kirill Lagutko)

Il musicista italiano, in tour a Mosca e San Pietroburgo: "Il pubblico russo mi commuove per il suo calore e la sua sensibilità; non ho mai ricevuto tanti fiori come qui"

"Il pubblico russo mi ha stupito per il suo calore: non ho mai ricevuto tanti fiori dopo un concerto".  È commosso per l’accoglienza ricevuta a Mosca, dopo il primo dei suoi tre concerti in piano solo in programma in Russia, il musicista compositore torinese Ludovico Einaudi. E tale emozione è stata così forte la prima sera da fargli sentire la necessità di condividerla, subito dopo l’esibizione, con i suoi fan di Facebook. Una gioia comprensibile: in prevendita i biglietti della data del 6 aprile 2012 alla Casa della Musica di Mosca sono andati letteralmente a ruba, tanto che gli organizzatori hanno dovuto aggiungere alla tappa russa del suo tour mondiale, un secondo concerto a Mosca, il 5 aprile 2012, in aggiunta a quello di San Pietroburgo del 7 aprile 2012.

È un debutto da solista, stavolta, per Einaudi, nella capitale russa, dove si era esibito sul palco del prestigioso Teatro Bolshoj prima della sua chiusura per restauro, in occasione della Ivan Gasparian & Friends, serata dedicata una decina di anni fa al musicista armeno. "Ero in tournée con lui e ricordo l’atmosfera magica di quel teatro, con i camerini d’altri tempi e tanti gatti nascosti sotto al palco. In quella occasione ho potuto apprezzare da vicino la grande sensibilità per la cultura e la musica del popolo russo".

Come è stato rompere il ghiaccio la sera del 5 aprile 2012? “Per la prima metà del concerto, in cui ripropongo la musica per pianoforte composta negli ultimi 15 anni, il pubblico era molto silenzioso, a tratti mi sembrava di essere da solo, ma gli spettatori erano davvero molto attenti e concentrati; poi si sono sciolti in lunghi e calorosi applausi. I concerti di piano solo rappresentano per me la dimensione più intima di stare sul palco, come in una sorta di meditazione interiore, di monologo. La sala, intanto, era piena di giovani, tra i 20 e i 30 anni, lo zoccolo duro di chi segue la mia musica, e sono molto felice di essere in contatto con una generazione più giovane della mia; non so spiegare il motivo di tale seguito, forse perché per natura sono sempre stato poco accademico, ma tutto questo mi dà molta carica. Insomma, ho capito che la tappa russa non può mancare nella programmazione dei miei tour e, visto che c’è così tanta passione per la mia musica, penso di tornare nel 2013, non da solista, ma con il mio sestetto".

Einaudi e la Russia, amore a prima vista, dunque. "In realtà miei rapporti con la Russia partono da lontano: anni fa avevo composto la colonna sonora per un film per la televisione inglese tratto dal Dottor Zhivago e quella volta avevo collaborato con il musicista russo Mikhail Starostin; poi la tournée con Gasparian e della musica armena e russa ascoltate mi piacciono molto i cori, le parti vocali. Considero un maestro Igor Stravinskij, che sapeva inglobare nel suo complesso linguaggio musicale melodie immediatamente riconoscibili, e mi piace essere subito catturato dall’ascolto che suscita mistero come pure nel caso di Tchaikovsky". 

Ma come rappresenterebbe Mosca in musica? "Come fece John Cage per New York, userei i suoni del traffico, mentre la Russia nella sua totalità mi fa pensare a una musica con una trama molto complessa, romantica e densa allo stesso tempo, con toni accesi ma anche molto interiore; una musica in qualche modo legata alla terra e alla natura, con una passione sotterranea incontrollabile".

Dopo il bis a Mosca, la data di San Pietroburgo. "Ho nel cuore anche questa città. Ricordo che visitai l'Ermitage, avevo poco tempo e sono andato direttamente a vedere la sala degli impressionisti. Anche stavolta sarà toccata e fuga, ma so già di tornare in Italia con altre bellissime emozioni da raccontare".

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