Chi è Mister Prokhorov?

Foto: Itar-Tass

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La carriera politica del magnate dei metalli che da outsider ha conquistato il terzo posto alle elezioni presidenziali del 4 marzo 2012

La più grande sorpresa delle elezioni presidenziali russe del 4 marzo 2012 è stata il risultato portato a casa dal miliardario Mikhail Prokhorov, che nella corsa al Cremlino ha ottenuto il terzo posto.  Russia Oggi ha cercato di capire quali sono stati i motivi che hanno spinto Prokhorov a scendere in politica e qual è stato il segreto del suo successo.

In Russia business e pubblicità sono di regola incompatibili. Ai soldi piace il silenzio: è questa infatti la risposta canonica che danno gli uomini di affari della Federazione quando viene chiesto loro il motivo per cui preferiscono muoversi nell’ombra. L’oligarca Mikhail Prokhorov è uno dei primi che negli ultimi anni ha infranto questa tacita regola. Il suo predecessore, Mikhail Khodorkovsky, co-proprietario dell’ex colosso petrolifero Yukos, nel tentativo di entrare in politica è finito per essere condannato con l’accusa di reati fiscali.

Fino a un anno fa, solamente il 2 per cento dei russi aveva sentito nominare tale Prokhorov. Oggi invece è conosciuto dal 65 per cento della popolazione. Anche se gli esperti dimostrano più di qualche perplessità in merito alle sue reali possibilità successo nel mondo politico: l’elettorato russo è tendenzialmente di sinistra, mentre l’oligarca porta avanti valori di destra, legati agli interessi delle imprese private e della classe benestante.

Eppure, alla faccia di qualsiasi previsione, il 46enne Prokhorov, il terzo uomo più ricco di Russia secondo Forbes, ha ottenuto l’8 per cento delle preferenze durante le elezioni presidenziali, riuscendo in alcune città addirittura a battere Vladimir Putin.

Il fenomeno Prokhorov

Fino al 2011 Prokhorov era uguale a qualsiasi altro miliardario russo: era un uomo timido e impegnato a fare affari, che ha iniziato la vera scalata verso la ricchezza grazie alla Norilsk Nickel, una compagnia metallurgica e mineraria.

La sua fortuna ad ogni modo è stata quella di aver iniziato la propria attività imprenditoriale alla fine degli anni Ottanta, quando ormai il divieto di fare affari privati ha iniziato a venir meno. All’epoca non era ancora diffusa la cultura del business e dell’imprenditoria, ma Prokhorov è capitato al posto giusto nel momento giusto.

Interessante notare che, dopo essersi iscritto all’università nel 1983, ha accantonato momentaneamente gli studi di sua spontanea volontà per prendere parte al servizio militare, nonostante molta gente cerchi spesso di evitarlo.

La sua prima e vera esperienza imprenditoriale è iniziata nel 1987, quando era ancora studente: in quell’anno Prokhorov ha aperto una cooperativa che produceva abbigliamento.

Il nome di Prokhorov ha cominciato comunque ad avere una certa fama in Russia solamente nel 2007, quando la polizia francese lo fermò con alcune ragazze nella località sciistica di Courchevel, in Francia: le giovani erano sospettate di essere delle prostitute, anche se non ci sono mai state prove fondate. Il miliardario nel giro di poco tempo è infatti stato rilasciato. Lo scandalo nel tempo è però stato usato spesso contro di lui, lasciando pensare che questa cosa avrebbe potuto mettergli i bastoni tra le ruote per la sua scalata politica. Un politico infatti, per essere ben visto, dovrebbe essere sposato, essere un padre di famiglia e un buon marito. Perlomeno agli occhi della società e della stampa.  Ma Prokhorov ha deciso di assumersi questo rischio, tuffandosi nella sfera pubblica attraverso lo sport, come manager prima e come sponsor poi, oltre che come sportivo.

La carriera politica

Nel 2011 diventa leader del partito Giusta Causa, l’unico partito della destra liberale registrato, che a quel tempo non aveva alcun tipo di sostegno e che vedeva in lui uno spiraglio di possibile ripresa. Il suo debutto politico però fu ben diverso e avvenne qualche mese più tardi, dopo che Prokhorov si allontanò dal partito iniziando così una carriera politica indipendente, secondo alcune malelingue protetta da Putin e dal Cremlino. Accuse ovviamente sempre smentite.

Più tardi il miliardario russo ha deciso di correre per la presidenza come candidato indipendente, convinto che la Russia avrebbe avuto bisogno di reinventarsi. “Il Paese ha un potenziale enorme – aveva detto in un’intervista -, ma siamo ancora troppo poco sviluppati: servono aeroporti e strade”.

Successivamente, le cose si sono sviluppate in maniera vertiginosa: nel mese di dicembre 2011 la classe media ha iniziato a scendere in piazza e a manifestare contro un sistema politico che veniva definito marcio e corrotto. Secondo alcuni analisti quindi buona parte della gente sarebbe stata attratta da questo miliardario perché rappresenta qualcosa di alternativo: una figura nuova, affascinante, per queste ultime tormentate elezioni. 

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