Formazione, investimenti russi in Italia

Il viceministro per l'Educazione e le Scienze della Federazione Russa, Sergey Ivanets, e il presidente dell'Iue, Josep Borrell (Foto: Simona Pizzuti)

Il viceministro per l'Educazione e le Scienze della Federazione Russa, Sergey Ivanets, e il presidente dell'Iue, Josep Borrell (Foto: Simona Pizzuti)

Siglato un accordo per sviluppare e sostenere la cooperazione scientifica presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze (Iue) tra il viceministro per l'Educazione e le Scienze della Federazione Sergey Ivanets e il presidente Iue Josep Borrell

Nell'ambito della cooperazione scientifica tra Russia e Italia è stato siglato un accordo presso l'Istituto Universitario Europeo di Firenze (Iue) tra il viceministro per l'Educazione e le Scienze della Federazione Russa, Sergey Ivanets, e il presidente dell'Iue, Josep Borrell.

 

Per la prima volta in Italia, il viceministro Ivanets ha spiegato l'interesse che un simile accordo ha per la Federazione Russa, in un momento in cui il mondo è sempre più interconnesso soprattutto da un punto di vista scientifico. “La Federazione vuole favorire questi scambi – ha dichiarato – ed è per questo che siamo mettendo in campo risorse economiche per sostenere la mobilità dei nostri studenti, ma anche una cattedra permanente che possa essere un punto di riferimento per i ragazzi in Italia”.

 

L'accordo prevede il finanziamento da parte del governo russo di 4 borse di studio annuali per frequentare un dottorato di ricerca presso l'Iue, a cui si affianca il finanziamento di una cattedra di insegnamento in Scienze Sociali presso lo stesso Istituto. “Esistono già alcuni accordi tra l'Italia e la Russia - ha aggiunto Ivanets - , come ad esempio con la European University di San Pietroburgo oppure con la Russian School of Economics di Mosca, ma questo accordo è differente perché è la prima volta che il governo diventa parte attiva investendo direttamente nella formazione all'estero, con l'obiettivo di creare una relazione più duratura. Stiamo pensando anche ad altri accordi simili sia in Italia che in altri Paesi europei”.

 

Gli studenti saranno selezionati direttamente dall'Istituto Europeo, istituzione che per il viceministro rappresenta una garanzia di qualità e competitività nel panorama della ricerca in Europa. Pasquale Ferrara, segretario generale dell'Iue, precisa che il percorso dottorale sarà completato da un quarto anno, finanziato dall'Iue, interamente dedicato al placement degli studenti per accompagnarli nella ricerca di un lavoro adeguato alla loro preparazione.

 

Sugli sbocchi professionali il viceministro Ivanets ha espresso i suoi desiderata per un rientro in patria dei giovani ricercatori: “Il nostro desiderio è che i giovani studenti possano formarsi all'estero, in istituzioni di prestigio, sviluppando una forte apertura mentale e possano poi tornare in Russia a lavorare e a mettere in pratica quanto hanno hanno appreso. Certo, è necessario offrire loro un valido motivo per tornare”.

 

Su questo obiettivo alcuni studenti presenti all'incontro sono un po' scettici. Un gruppo di giovani ricercatori russi, all'Iue grazie a una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri italiano, ha infatti espresso alcuni dubbi sull'effettiva possibilità del ritorno in patria dopo un periodo di formazione all'estero, soprattutto a causa dell'incertezza economica che persiste nella Federazione.

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