La Russia apre agli italiani

Panorama di Krasnodar (Foto: Ufficio stampa)

Panorama di Krasnodar (Foto: Ufficio stampa)

Grande fermento nella Federazione nell'ambito della promozione turistica: nuove mete e attrazioni per richiamare viaggiatori dal Belpaese

L’orso bianco si è svegliato. Dopo anni di timida promozione sul mercato italiano, il 2011 ha segnato il giro di boa per il turismo russo. Grazie al successo delle oltre 700 iniziative organizzate per l’anno delle relazioni speciali fra Italia e Russia, con un coinvolgimento di 70 città russe e 50 italiane, il colosso euroasiatico ha infine deciso di eleggere il Belpaese quale suo partner privilegiato.

 

L’inaugurazione a Roma del Centro russo di Scienza e Cultura, spiega Oleg Osipov, direttore del nuovo ente in funzione dal 24 novembre 2012, rappresenta il primo passo per dotare l’Italia di un referente istituzionale in grado di fornire studi e supporti anche sotto il profilo turistico.

 

Come conferma lo stesso Ministero del Turismo della Federazione Russa, i flussi fra i nostri due Paesi mostrano enormi potenzialità di sviluppo, ma hanno bisogno di maggior spinta: l’anno scorso sono stati registrati ben 170mila arrivi italiani, di cui 120mila per finalità di turismo leisure e 50mila business.

 

Benché i visitatori tricolore siano calati di un 5 per cento rispetto alla stagione precedente, complice la crisi economica che grava in Italia, le iniziative bilaterali hanno confermato un fortissimo interesse verso il nostro Paese, soprattutto per quei circuiti artistici e culturali tuttora non valorizzati dall’offerta di mercato. Tenuto conto che il segmento business è invece cresciuto del 12 per cento, possiamo quanto meno aspettarci una riconferma degli ultimi dati per il 2012. Il che non è assolutamente poco per una destinazione sino ad oggi priva di un promotore ufficiale.

 

Il 2011 è indubbiamente servito per saldare i legami col mondo universitario e associativo, avendo aperto centri di cultura russa anche a La Sapienza di Roma e all’Università Ca’ Foscari di Venezia, oltre ad avviare nuove collaborazioni con l’Associazione Italia-Russia di Milano e la Camera di Commercio Italo-Russa: al di là delle classiche destinazioni di Mosca, San Pietroburgo e dell’Anello d’Oro (le dodici città storiche a Nord-Est della capitale), sia la Carelia (forte dei siti di Kizhi e Solovki) che la Transiberiana (grazie al nuovo treno Siberian Voyage) stanno poi contribuendo a spostare l’attenzione verso le regioni più periferiche dell’ex impero zarista.

 

Ma il 2012 ha in serbo numerose sorprese: “A San Pietroburgo aprirà l’Aqua Park più grande di tutta la Russia – aggiunge Alexandra Dashevskaya, specialista sul turismo russo di Jet stream Viaggi -, una struttura spettacolare e unica nel suo genere; attorno a Bryansk s’intende inaugurare l’Anello di Cristallo, un circuito finalizzato a promuovere i villaggi dove si sono mantenuti vivi i metodi di lavorazione tradizionale del vetro; a Mosca entrerà in vigore una guest card che consentirà di muoversi per i principali musei, sui mezzi pubblici e in negozi o ristoranti con forti sconti (usufruendo di un servizio wi-fi anche in metropolitana, ora con indicazioni anche in inglese); tutte le principali città saranno invece dotate di appositi centri d’informazione turistica, oltre al fatto che i regolamenti per l’autonoleggio sono stati semplificati per agevolare i liberi spostamenti interni (insieme all’abolizione dei taxi clandestini)”.

 

Ma c’è di più: le Terre Nere di Tambov, gli impianti termali di Krasnodar e i circuiti di Volgograd sono pronti promuoversi con decisione fra gli operatori e i viaggiatori italiani. Dopo l’inverno russo, la primavera italiana. 

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