Crisi e carovita, gli incubi dei russi

Foto: Photoxpress

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Un sondaggio del Centro Vtsiom ha fotografato le paure più frequenti dei cittadini della Federazione, che perdono il sonno per l'aumento dei prezzi e della disoccupazione

Cosa turba il sonno dei russi? In primis, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e il rischio disoccupazione. Sono queste infatti le paure principali dei cittadini della Federazione, monitorate dal Centro di Ricerca Vtsiom su un campione di 1.600 persone, intervistate in 46 regioni della Russia.

Secondo i dati elaborati dallo studio, a preoccupare maggiormente la popolazione sarebbero in linea di massima gli stessi problemi che affliggono i vicini europei, anch’essi spaventati dagli effetti dilaganti della crisi e dalla perdita dei posti di lavoro.

La stragrande maggioranza degli intervistati ha indicato l’aumento dei prezzi come il fattore principale di insicurezza per i prossimi anni (81 per cento delle preferenze), seguito dal timore che la crisi possa toccare anche la Federazione, con la chiusura di massa degli impianti di produzione e la conseguente perdita del posto di lavoro per migliaia di famiglie (60 per cento).

Fra gli incubi più frequenti c’è anche un timore purtroppo reale per molti cittadini russi: il rischio attentati toglie infatti il sonno a moltissimi di loro, che hanno indicato questa preoccupazione come una delle maggiori cause di insicurezza per sé e per i propri familiari (63 per cento).

Viene considerato come improbabile o del tutto impossibile il rischio dell’instaurazione di una nuova dittatura in Russia, escluso da buona parte degli intervistati che hanno definito “inverosimile” questo pericolo (57 per cento), insieme alla possibilità che scoppino nuovi conflitti con altri Stati. Si esclude anche il caos totale nel potere politico e l’ipotesi guerra civile, indicati come “improbabili” rispettivamente con il 55 per cento e il 66 per cento delle preferenze.

Molto più reali invece le preoccupazioni riguardanti la svalutazione del rublo (52 per cento) e l’aumento della criminalità (59 per cento). A preoccupare maggiormente la fascia di popolazione più anziana è il pensiero delle cure mediche a pagamento (34 per cento), mentre i giovani si dichiarano maggiormente turbati dal rischio disoccupazione.

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