Le chiavi di Pietro Il Grande

Su Rai Storia, alle 13 del 18 marzo 2012, il documentario "San Pietroburgo. L'incrollabile", per aprire occhi e cuori sulla metropoli russa che è "la finestra spalancata sull'Europa"

“Quello che abbiamo realizzato non è un documentario vero e proprio: è un film sulla realtà è, un atto d’amore per la Russia e per i russi”. Queste parole pronunciate da Gabriele Tecchiato e Andrea Di Consoli racchiudono il senso di “San Pietroburgo. L’incrollabile”, il terzo dei documentari del progetto “Le chiavi della città” promossi da Rai Cinema e Rai Storia, da un’idea di Franco Scaglia, in onda il 18 marzo 2012 alle 13 su Rai Storia.

 

 

I cinque documentari presentano altrettanti luoghi particolarmente significativi con “porte ideali” da aprire: Berlino, Praga, Istanbul, Gerusalemme e, appunto, San Pietroburgo, la città di Pietro e di Lenin, una metropoli ibrida, impostasi fin dalla sua fondazione, nel 1703, come “finestra aperta sull’Europa”, un luogo considerato di “transizione” dai russi stessi, culla della Rivoluzione, fatata nelle sue Notti Bianche, sopravvissuta all’assedio e a se stessa, secondo la profezia poetica di Pushkin, che la definì “incrollabile”

 

Come per le altre città, anche San Pietroburgo viene raccontata attraverso la passeggiata dei due autori, che conducono il pubblico attraverso le quattro porte ideali della città: la porta della fondazione ad opera di Pietro il Grande, la porta del marxismo-leninismo, la porta dei gulag e la porta dell’orgoglioso Assedio di Leningrado avvenuto per mano nazista dal 1941 al 1944.

 

 

“Siamo partiti da un punto di vista storico e abbiamo offerto una chiave di lettura personale per mostrare San Pietroburgo”, spiega Andrea Di Consoli, uno dei due autori del documentario. Gli fa eco Gabriele Tecchiato: “Non volevamo presentare la città con lo sguardo di un viaggiatore ma mostrare un luogo caro, perché si può raccontare una città anche senza passare per i simboli con la quale è nota a tutti; inoltre noi abbiamo voluto dare spazio all’arte russa, spesso poco conosciuta in Italia”.

 

In effetti per Gabriele Tecchiato il viaggio a San Pietroburgo ha rappresentato il ritorno in una città particolarmente amata: “Ho ritrovato i luoghi nei quali avevo vissuto otto anni fa e che mi erano cari, come la casa di Anna Achmatova, il Museo Russo di Stato e Palazzo Elagin; ovviamente la città è cambiata, ma ha mantenuto intatto il suo fascino”.

 

 

Prima volta a San Pietroburgo, invece, per Andrea Di Consoli e per il regista del documentario Simone Campanati, che racconta di essere rimasto colpito soprattutto dai contrasti tra gli spazi della città: “Si passa dalle grandi piazze, dagli enormi palazzi dall’imponenza della Neva a canali piccoli e stretti e viuzze semi deserte”.

 

Gli elementi di via quotidiana, i negozietti di generi alimentari, le tabaccherie, le periferie con i loro palazzi in stile sovietico, ma anche il mare del golfo di Finlandia, sono alcuni degli elementi di San Pietroburgo che hanno impressionato di più Andrea Di Consoli, che ha anche un consiglio per tutti i visitatori: “Andate sulla cupola di Sant’Isacco: si vede proprio tutta la città”.

 

Ottima, rivelano regista e autori, l’accoglienza dei pietroburghesi, ma anche quella da parte delle autorità che non solo non hanno manifestato nessun fastidio durante le riprese, ma che le hanno addirittura facilitate con grande disponibilità.

 

Immancabili, naturalmente, le differenze con le grandi città italiane; “A San Pietroburgo il centro storico è perfettamente conservato - sottolinea Gabriele Tecchiato -, se togliamo le macchine e i fili del tram sembra di essere nella Pietroburgo del ‘700 alla corte degli zar”. “San Pietroburgo – aggiunge Di Consoli – è una città di guerra, è un luogo nel quale il ricordo e la memoria dell’assedio e della resistenza sono ancora vivi nei cuori di tutti, anche dei più giovani, c’è un alto senso patriottico”.

 

Il patriottismo dei russi ha colpito anche il regista Simone Campanato che rivela: “Sono rimasto affascinato da come il popolo russo è veramente rimasto legato al passato, e penso che le due cerimonie che potrete vedere all'interno del documentario, siano l’esatta testimonianza di ciò”.

 

In vista della messa in onda del documentario “San Pietroburgo, l'incrollabile” è stato creato anche un evento Facebook.


Scheda Tecnica

Soggetto e Sceneggiatura: Andrea Di Consoli & Gabriele Tecchiato

Regia: Simone Campanati

Fotografia: Sandro Bartolozzi

Audio: Stefano Civitenga

Montaggio: Sebastiano Tecchio

Musiche Originali: Andrea Bandel

Produzione: Clipper Media di Sandro Bartolozzi

Direttore di Produzione: Marzia Coltellacci

In collaborazione con Rai Cinema

Anno di Produzione: 2011

Durata: 51’

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