Russia, la carica delle imprenditrici

Polina Deripaska, Julia Bordovskih e Evelina Khromchenko (Foto: Ria Novosti)

Polina Deripaska, Julia Bordovskih e Evelina Khromchenko (Foto: Ria Novosti)

Alcune delle donne più potenti della Federazione, che a fatica cercano di ritagliarsi una posizione nell'economia mondiale

Nei suoi venti anni scarsi di storia, il mondo degli affari russo è stato quasi sempre dominato dagli uomini. Il periodo caotico di transizione che, negli anni '90, ha portato alla nascita di un’economia di mercato in Russia, caratterizzata da una vera e propria guerra tribale tutta al maschile. “Il club degli oligarchi”, che è emerso successivamente e che oggi domina il mondo degli affari, è, in larga misura, “riservato agli uomini”. 

Eppure, dalla classifica delle 100 donne più potenti della Russia, stilata dall’emittente radiofonica Eco di Mosca, in collaborazione con altri importanti mezzi di comunicazione, emerge come le donne russe siano più influenti di quanto si pensi.  

Tra la miriade di pop star, celebrità e attiviste, ci sono 24 imprenditrici che ricoprono incarichi direttivi di prim’ordine e che nel corso della loro carriera hanno raggiunto risultati encomiabili, nonostante la maggior parte di esse non sia molto conosciuta.

“C’è un proverbio che dice che dietro ogni grande uomo si nasconde una grande donna”, dichiara Elena Panfílova, direttrice generale della filiale russa di Transparency International, al 67esimo posto della classifica.

Queste donne formano un gruppo eterogeneo e provengono da svariati settori dell’economia, dal mondo tradizionalmente maschile dell’aviazione, della tecnologia e del petrolio fino a settori più “femminili” come i mezzi di comunicazione e il retailing.

Due delle imprenditrici più note, che compaiono nella classifica, Darja Zhukova e Polina Deripaska, agli albori della loro carriera, facevano coppia con alcuni degli uomini più ricchi della Russia. Ciò tuttavia non significa che non meritino un riconoscimento per i risultati che hanno saputo conseguire.

La Zhukova gestisce una delle gallerie d’arte moderna più famose di Mosca, mentre alla Deripaska viene riconosciuto il merito di aver dato nuova vita e slancio al gruppo editoriale Forward Media Group, la cui guida le è stata affidata grazie al marito. 

Non altrettanto encomiabili, a giudicare dai commenti dei media, sono i risultati dell’imprenditrice immobiliare Elena Baturina, moglie dell’ex sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, nonché la terza donna più ricca del mondo secondo la rivista Forbes, indagata per presunta appropriazione indebita di denaro proveniente da fondi pubblici nel 2009.

Nella classifica compaiono anche altre imprenditrici, che sono riuscite a ricoprire incarichi di un certo rilievo in alcune delle imprese più importanti della Federazione russa, ma che non sono molto conosciute sulla scena pubblica e il cui volto non viene associato di solito alle società per cui lavorano.

Bella Zlatkis, ad esempio, vicedirettrice di Sberbank, è una delle fondatrici dell’indice Micex e ha contribuito alla ristrutturazione del debito russo nel 1998.

Secondo uno studio, pubblicato dalla PriceWaterhouseCoopers, in merito alle opportunità di carriera che hanno le businesswomen in Russia, risulta che, nonostante le donne russe ottengano grandi risultati nel mondo degli affari, raramente riescono a raggiungere le vette all’interno delle imprese. Lo studio dimostra come circa il 91 per cento delle donne ricopre incarichi di responsabile contabile e solo il 6 per cento ruoli direzionali: percentuali che evidenziano come, in generale, non arrivino mai ai vertici delle società, nonostante abbiano le capacità per farlo.

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