L'intellighenzia russa riflette sul voto

Il famoso violista Yuri Bashmet alle urne (Foto: RIA Novosti)

Il famoso violista Yuri Bashmet alle urne (Foto: RIA Novosti)

Russia Oggi ha chiesto agli esponenti più in vista della cultura nella Federazione un commento sui risultati elettorali che hanno riportato al Cremlino Vladimir Putin

Poeti, pittori, romanzieri, attori, produttori, musicisti, registi, professori e studiosi - in una parola l’intellighenzia russa - hanno ispirato il movimento dell’opposizione, contribuendo, in questi ultimi mesi, a plasmarne le direzioni e le visioni. Importanti figure culturali come gli scrittori Boris Akunin e Ljudmila Ulickaja si schierano in prima linea a favore di un cambiamento, mentre altri si avvicinano solo ora alla vita politica, recandosi, per la prima volta dopo anni, a votare.

Al tempo stesso, altri personaggi noti, tra cui spiccano il direttore d’orchestra Valerij Gergiev, il pianista Denis Macuev e la star di Comedy Club, Garik Charmalov, hanno appoggiato la candidatura del primo ministro Vladimir Putin.

Russia Oggi ha chiesto a una decina di artisti di descrivere l’esperienza e l’atmosfera del giorno delle elezioni. Le domande non si sono focalizzate sui risultati del voto – al momento delle singole interviste si sapeva già che Vladimir Putin aveva vinto le elezioni - bensì sulle loro riflessioni relative all’intero processo.

Il risveglio della società

Vladimir Mirzoev, regista cinematografico e teatrale di Mosca, ha votato per Mikhail Prokhorov. Mirzoev è noto per il film The Man Who Knew Everything, tratto dal celebre romanzo di Igor Sachonovskij. “Io e la mia famiglia abbiamo votato tutti per Prokhorov. Anche se sapevo fin dall’inizio che le elezioni sarebbero state truccate e i risultati ingiusti, ho pensato che fosse comunque importante per un candidato come Prokhorov, alla luce del suo programma, riunire quanti più voti possibili”, ha dichiarato il regista.

Leonid Kacva è uno storico molto conosciuto, nonché “professore onorario della Russia”. Anch’egli ha votato per Prokhorov, “Penso che il potere vada cambiato di tanto in tanto, e vedere dei comunisti o dei nazionalisti al timone del Paese sarebbe stato per me inaccettabile. A essere sincero, dubito che queste elezioni porteranno a grandi cambiamenti in seno al Paese”, ha confessato. “Ma mi auguro che aiutino la società a organizzarsi. La popolazione sembra essersi risvegliata e inizia a dimostrare un interesse sincero e attivo nei confronti della politica”.

Sergej Shargunov, attivista politico e scrittore, ha scritto il romanzo Avian Flu. Il trentaduenne, vincitore nel 2001 del “Debut Prize” (il premio letterario russo dedicato ai giovani scrittori esordienti), ha affermato: “Mi sono recato alle urne e ho votato esprimendo quanta più disapprovazione possibile. Ho notato un grande afflusso e partecipazione, soprattutto tra gli anziani”. Shargunov confessa, sulla sua biografia ufficiale, di essere entrato nella lista nera del partito Russia Giusta per aver rivolto dei commenti poco lusinghieri a Putin. “La società vuole dei cambiamenti”, ha aggiunto. “L’hanno dimostrato le proteste di strada e le elezioni parlamentari. Ovviamente, non dobbiamo dimenticarci che molte persone non sono andate a votare solo perché pensano di non poter fare nulla per cambiare la situazione”.

Boris Akunin, scrittore molto conosciuto in Russia per i suoi romanzi polizieschi, è intervenuto su Radio Free Europe/Radio Liberty Russia. “Mi sono recato al seggio elettorale del mio quartiere – ha raccontato -, ho cancellato i cognomi di tutti i candidati e ho scritto: Non è una scelta; e dal mio punto di vista, non c’era davvero nessuna scelta”. 

Anna Potapova, una regista teatrale moscovita, sta ancora cercando di capire “se queste elezioni siano state giuste o fraudolente. Ad ogni modo sono state inquietanti. Il fatto più sconvolgente è che non c’erano dei candidati validi per la presidenza”.

Senza tempo per votare

A quanto pare, molti rappresentanti dell’intellighenzia russa erano così impegnati a prepararsi per il voto e a commentare le elezioni che, alla fine, non hanno trovato il tempo per andare a votare.

La raccolta di poesie The Russian Version di Elena Fanailova ha vinto nel 2010 il premio “Best Translated Book Award for Poetry” (il premio letterario riconosciuto alla migliore traduzione in inglese dell’anno). Questo straordinario debutto rivela una poetessa che, sulle orme di Marina Cvetaeva e Anna Achmatova, fa della politica un fatto personale. Eppure la Fanailova, come molti altri, ha anche un secondo lavoro. È una giornalista radiofonica e non ha votato. Ha confessato di aver avuto delle scadenze da rispettare per la preparazione del proprio programma radiofonico. 

Anna Starobinec, autrice di The Awkward Age, una raccolta straziante e intensa di racconti brevi che nel 2011 è stata tradotta in inglese, ha dichiarato: “Sono in aeroporto al momento. Ho avuto così tante cose da fare oggi che non ho avuto il tempo per andare a votare. Non posso dire nulla sul livello di organizzazione di queste elezioni, ma è chiaro che il loro risultato era piuttosto scontato. Capiremo se produrranno o meno dei cambiamenti nel nostro Paese non appena vedremo che genere di eventi seguiranno”. 

Sostegno culturale per Putin

Denis Macuev, vincitore del Premio Tchaikovsky nel 1998, è considerato uno dei pianisti più virtuosistici. Come anche il suo collega, il rinomato direttore d’orchestra e direttore artistico del Teatro Mariinskij, Valerij Gergiev, Mucuev ha appoggiato la candidatura di Vladimir Putin. “Mi preoccupo innanzitutto per la cultura, che per molti anni è stata abbandonata dalle autorità. Ora possiamo realizzare le nostre idee e questo è incoraggiante”, ha affermato. Macuev ha votato a Shanghai, dove si trova per il suo tour, ed è rimasto piacevolmente sorpreso nel vedere che molti cittadini russi si sono recati al Consolato russo per eleggere il nuovo Presidente. Ma ha voluto spendere due parole anche sull’atmosfera piuttosto accesa che ha avvolto la campagna elettorale su Internet e per televisione: “Non mi spiego tutto questo isterismo sul Web nei confronti dei video “Vota per Putin” con Alisa Freindlich e Chulpan Chamatova”, ha commentato.

Chamatova è un’attrice trentenne, conosciuta fuori dai confini russi per la sua parte in Goodbye, Lenin!. Assieme a Freindlich, attrice molto più nota, è comparsa in una serie di spot televisivi che rispondevano alla domanda retorica, “Perché voto per Putin”. Alcuni rappresentanti dell’opposizione sostengono che alcune delle celebrità siano state minacciate e ricattate per convincerle a comparire negli spot. C’è chi dice che qualora Chamatova non avesse accettato, la sua iniziativa benefica “Gift of Life” avrebbe chiuso i battenti.

Macuev non crede che gli artisti che hanno sostenuto Putin siano stati costretti a farlo. “C’è chi, sotto falso nome, ha insultato queste due importanti personalità, le quali non stanno facendo altro che cercare di dare una spinta al nostro Paese. E trovo ingiusto che tutti quei commenti negativi rimangano impuniti. Da vero siberiano, vorrei prendere le loro difese, poiché penso che ciascuno di noi debba essere responsabile di quello che dice. Ho sempre dichiarato di essere indipendente, non c’è mai stato un teatro, un’orchestra sinfonica, nessuno che mi abbia offerto dei soldi affinché appoggiassi Putin. Queste sono le mie idee e le mantengo”.

 

Mai più come prima

Aleksandr Ilichevskij, fisico teorico, è diventato negli ultimi anni uno degli scrittori più stimati in Russia. Mentre attende che la sua opera sia tradotta e pubblicata in inglese, ha vinto quasi tutti i premi che la Russia gli potesse conferire. A giugno 2012 parteciperà alla fiera del libro di New York“Read Russia”. “Mi sono recato al seggio elettorale molto presto e sono stato tra i primi a votare”, racconta. “C’erano dai cinque ai sette osservatori che mi hanno detto di mettere entrambe le schede elettorali, quella per le elezioni presidenziali e quella per le elezioni del consiglio comunale, nella stessa urna. Non ho notato nulla di strano”. Ilichevskij si è dimostrato irritato solo dalla presenza di truppe e camion dell’esercito nel centro della città. “Oltre a questo, era tutto piuttosto nuovo e interessante per me. In passato non andavo a votare, ma oggi non potevo non andarci. Mi rallegra assistere a questo fermento e coinvolgimento da parte dei cittadini. I rappresentanti della cosiddetta classe media iniziano a fare pressioni sul potere... La Russia non sarà più la stessa e, a mio parere, è un fatto positivo”.

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