Una giornata di voto in Siberia

Foto: Arnaud Finistre

Foto: Arnaud Finistre

Si sgomita a Tyumen nei seggi aperti per scegliere il Presidente della Federazione. Umori e riflessioni in presa diretta tra gli elettori

Giornata di gran sole, musica allegra e lotteria gratuita. È festa nazionale in Russia? No, ma a Tyumen questa domenica 4 marzo 2012 tutto è propizio per far uscire di casa gli elettori. Con qualche ora di anticipo rispetto a Mosca, il capoluogo della regione siberiana elegge il suo prossimo Presidente. A fine mattina – ora di punta – gli abitanti di Tyumen si sono recati in massa alle urne.

 

Evgeny, un giovanotto di 24 anni, si rammarica che il suo voto “sia inutile”: pur non facendosi molte illusioni sul risultato della consultazione elettorale che incoronerà Vladimir Putin Presidente per la terza volta, il giovane studente spera tuttavia che Mikhail Prokhorov crei subito un proprio partito.

 

Alla fine del 2011, quando il miliardario russo si è candidato alla presidenza della federazione russa, Evgeny aveva deciso di sostenerlo per molti motivi, soprattutto “perché rappresenta il nuovo”, fattore che spiega senza dubbio l’entusiasmo nei confronti dell’oligarca da parte della generazione più giovane, una generazione stanca di Putin che ha accompagnato la sua crescita.

 

Igor, altro giovane sostenitore di Prokhorov ci confida le stesse cose: “Non solo rappresenta il nuovo in politica, ma ascolta la gente. E in ogni caso non voterei per nessun altro candidato: sono troppo corrotti”. Igor ammette che fino a due settimane prima non aveva neppure sentito parlare del programma politico di Prokhorov, ma adesso lo conosce bene, e sorridendo conclude: “Ho votato con il cuore”.

 

 

Il voto di protesta per Ziuganov

Svetlana, invece, non ha intenzione di dire per chi ha votato. Il voto è segreto. Incontriamo questa signora quarantenne all’uscita di una scuola di Tyumen trasformata per l’occasione in seggio elettorale, e quando le chiediamo a chi ha dato il suo voto appare subito a disagio: “Sono fatti miei”. Ivan, più anziano di lei di cinque anni, confida con grande semplicità di aver votato per Ziuganov, e aggiunge: “Il mio è stato un voto di protesta contro Putin, anche se, naturalmente, vincerà ugualmente. E noi scenderemo ancora una volta in piazza”.

 

Nel frattempo, negli uffici della campagna elettorale di sostegno a Prokhorov, lungo l’arteria principale della città, i militanti si attivano: in mezzo al chiasso arriva un gruppetto di persone, si tratta di una delle squadre mobili di osservatori. Nel caso specifico è formata da giovani uomini e ha il compito di sorvegliare i seggi uno alla volta e di sovrintendere alle operazioni degli scrutinatori per rilevare qualsiasi irregolarità. Secondo quanto affermano, i brogli sarebbero molti: lo afferma Pierre-Yves, giovane studente francese russofono, che abita a Tyumen da un anno per uno scambio culturale con l’università.

 

“Sembra di essere ai tempi dell’Inquisizione”

Ben integrato nella società locale, il giovane francese si è offerto volontario per vigilare sulle operazioni di voto per le presidenziali. Spiega di “non appartenere a nessuna Ong, ma di essere stato invitato da un partito locale a fungere da osservatore internazionale”. Pur avendo i documenti in regola per svolgere tale compito, Pierre-Yves si è imbattuto in una serie di difficoltà create da alcuni responsabili dei seggi. “Sembra quasi di essere ai tempi dell’Inquisizione spagnola! Non esitano neppure a mettere in dubbio la validità dei miei documenti. Si vede che hanno davvero paura per arrivare a impedirmi di entrare nei seggi elettorali!”.

 

Pierre-Yves è accompagnato da Sergei, un giovane russo di 25 anni che ci racconta come i responsabili dei seggi effettivamente impediscano agli osservatori di filmare ciò che accade nei seggi, pur essendo le riprese autorizzate. Per altro, gli osservatori sono stati messi in guardia dal “carosello”, comitive di falsi elettori già all’opera, a quel che si dice, nelle elezioni legislative del 4 dicembre 2011. Il giovane abitante di Tyumen spiega che si tratta di “autobus che trasportano una quarantina di persone da un seggio all’altro: esibiscono un passaporto sul quale compare un segno ben riconoscibile che consente loro di votare più volte. È tutto studiato”.

 

La scarsa attenzione con la quale le urne sono state sorvegliate a Tyumen non smentisce le accuse di brogli. Ben diversa è stata invece l’accuratezza con la quale si è vigilato sull’introduzione delle schede nell’urna destinata alla lotteria.

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