Isinbayeva, l'Italia nel cuore

Foto: Itar-Tass

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L'ultimo record a Stoccolma, dopo sei anni di allenamento a Formia e tante amarezze: la zarina del salto con l'asta è tornata ai vertici dell'atletica e si prepara a nuovi trionfi

Via da Formia. Dalle bellezze antiche, spiagge immense e tramonti mozzafiato, dagli alberi di aranci. Dalle lasagne cucinate dopo il trionfo a Pechino 2008, dal caffè e dalla mozzarella di bufala gustata nelle cene con gli amici. Dalla lunga passione per il litorale romano, che folgorava anche Goethe nel suo viaggio in Italia sotto falso nome a fine Settecento perché “chi vuol capire che cos’è la poesia deve andare nella terra della poesia; chi vuol capire i poeti deve andare nella terra dei poeti”.

Elena Isinbayeva, che ha ritoccato il suo primato indoor (5,01 metri) nel salto con l’asta nell’ultimo meeting di Stoccolma, per rinascere e tornare a saltare più alto di tutte decideva nel 2011 di lasciare il centro d’allenamento della cittadina laziale. Chiudendo la felice e lunga relazione tra l’atletica leggera russa e lo Stivale, iniziata venti anni prima da Sergei Bubka che il suo allenatore, Vitali Petrov, ononimo del pilota di F1, sceglieva di allenarsi per i grandi eventi nel centro italiano di preparazione olimpica.

Formia, il Vaticano del salto estremo dell’asta che adotta Bubka, ancora primatista mondiale (6,14 metri), fuoriclasse per eccellenza della scuola sportiva dell’Urss. E che ha adottato per sei anni anche Elena. Ora la zarina è tornata sugli allori per il 28esimo primato in carriera, 15 all’aperto – di cui detiene ancora il record con 5,06 metri – e 13 al coperto.

Il liberatorio salto svedese chiude un lungo oblio. Nel 2009 gli ultimi sorrisi. Il record mondiale a Zurigo, poco prima il flop ai Mondiali di Berlino con tre balzi nulli. Poi il podio che sfugge nella rassegna iridata di Doha, gli undici mesi di pausa volontaria, sino alla scelta di lasciare l’Italia e il tecnico Petrov per rientrare in Russia, a Volgograd, dal primo maestro Evgeny Trofimov.

Un ritorno che porta la firma del patron del Chelsea, Roman Abramovich. I due si sono conosciuti in occasione della candidatura russa per la Coppa del Mondo 2018. Abramovich ha finanziato, assieme al Ministero dello Sport, la ristrutturazione dell’impianto indoor della città russa. Dopo il primato di Stoccolma che cancella il sesto posto ai Mondiali 2011 di Daegu, l’obiettivo della Isinbayeva sono i Mondiali di Istanbul, al via tra una settimana. Unica atleta internazionale ad aver vinto medaglie iridate in ogni categoria d’età.

Poi, l’Olimpiade di Londra 2012 e i Mondiali di Mosca, l’anno successivo. L’ultimo salto verso la gloria, con l’Italia nel cuore.

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