Moda, la primavera della matrioshka

Le nuove collezioni Made in Italy riscoprono la tradizionale femminilità russa ed è proprio la bambola-souvenir a ispirare gli stilisti e a conquistare le passerelle


Foto: Luca Sorrentino/ www.altaroma.it


Nel mondo delle sfilate, lo “stile russo” ha smesso da tempo di essere un elemento esotico e innovativo. Il lusso á la russe si è ormai ritagliato saldamente uno spazio tutto suo nell’industria mondiale della moda. Per la stagione primavera-estate 2012 la Russia torna di nuovo a ispirare le collezioni dei più importanti stilisti europei, italiani compresi.

L’influenza russa sulla moda europea si era intravista già nel secolo scorso, ma il vero boom dello “stile russo” si ebbe nel 2005, quando gli stilisti italiani Roberto Cavalli e Dolce&Gabbana presentarono un’intera collezione ispirata al folklore russo. Da allora ha continuato regolarmente a fare capolino sulle passerelle dei nomi più importanti della fashion industry. Così, ad esempio, nel 2009, la cultura russa ha ispirato il leggendario Karl Lagerfeld per la collezione “Mosca-Parigi” della maison francese Chanel. Sempre nello stesso anno il motivo russo ha sfilato anche da Antonio Marras, direttore creativo del marchio Kenzo.

Per la stagione primavera-estate 2012, annunciano gli stilisti italiani, lo “stile russo” torna di nuovo alla carica. Alla settimana dell’alta moda “Alta Roma Alta Moda”, la maison Camillo Bona ha presentato la sua nuova collezione intitolata “Matrioshka”. Nonostante la matrioshka abbia ispirato la collezione dello stilista italiano, nelle sue creazioni la componente folkloristica non si riscontra apertamente. Per Bona lo stile russo non è rappresentato dall’immagine trita e ritrita della famosa bambola-souvenir russa, ma è piuttosto una sottile allusione a due eroine tolstojane, Natašùsha Rostova e Anna Karenina.

“Matrioshka” è stato il primo lavoro dello stilista dedicato alla Russia. “Mi ha sempre ispirato la Russia, la sua cultura e la sua storia”, riconosce Bona. Per Bona, la matrioshka è una metafora, simbolo della femminilità e della potente energia femminile, quale fonte di vita. Maxi-abiti leggeri, semitrasparenti, realizzati in seta e lino, uno svolazzare di tradizionali merletti e ricami á la russe, maniche a sbuffo e camelie, ecco come lo stilista italiano interpreta lo stile russo in vista della bella stagione.

Alcuni modelli di Bona offrono una rivisitazione moderna della raffinatezza imperiale della Russia zarista, altri, invece, semplici e minimalisti, uno stile volutamente rustico. Nella sua nuova collezione, lo stilista gioca con le geometrie e le forme, realizzando abiti trasformisti, che, come in una matrioshka, passano da un maxi rigoroso a un mini seducente.

L’unica traccia kitsch Bona se la concede inserendo delle piccole matrioshka negli accessori: collane, braccialetti e borsette. Dominano i colori pastello: dal rosa al verde chiaro, dal pistacchio al beige e al bianco.

“Questa collezione rappresenta per me il culto della femminilità”, confessa lo stilista. “La matrioshka è il simbolo della natura multiforme delle donne, che di volta in volta si apre in qualcosa di nuovo”. Gli stilisti segnalano un’evoluzione dello stile russo nella moda, che sta diventando sempre meno folkloristico.

Se nelle precedenti collezioni degli stilisti europei dedicate alla Russia era evidente la componente etnica, talvolta quasi grottesca e teatrale – kokoshniki, manicotti, sgargianti decorazioni nazionali – adesso lo stile russo appare ripulito da questa immagine pesante e kitsch, e conquista non solo le passerelle prêt-à-porter, ma anche quelle haute couture.

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