Numeri da social network

Foto: Itar-Tass

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In Russia cresce la diffusione di Internet, ma reti come Facebook hanno difficoltà ad affermarsi, perché trovano competitor locali molto forti

Internet prende piede nella Federazione e con esso social network come Facebook e i suoi gemelli russi, Odnoklassniki e VKontakte. Sono stati il volano delle proteste sociali, ma a conti fatti sono strumenti di libertà o mezzi di disinformazione?

 

Nel 2011 la Russia  è diventata il Paese europeo con il maggior numero di internauti, superando la Germania.  In Russia gli utenti di Internet sono il 55 per cento della popolazione, con un +15 per cento nel 2011 rispetto al 2010: l'82 per cento dei naviganti è registrato sui social network (nel 2010 erano il 52 per cento). Questi numeri emergono da una rilevazione dell'Istituto di sondaggi Vciom fatta nel mese di febbraio 2012, dopo le proteste di piazza scaturite proprio dalla Rete.

 

Sostanzialmente, in un anno in Russia è cresciuta parecchio la percentuale di quanti navigano quotidianamente: dal 30 per cento al 36 per cento. Per un Paese di 140 milioni di abitanti questo significa che più di 50 milioni di cittadini navigano su Internet ogni giorno, e molti per più di 10 ore.

 

Ma, a differenza di altri Paesi europei, Italia inclusa, dove regna sovrano Facebook, in Russia, vanno a braccetto due social network locali - Odnoklassniki e VKontakte, rispettivamente usati dal 73  per cento e dal 62 per cento degli internauti.  E solo molto dopo, lasciando il piedistallo a un terzo social network  russo – Moj Mir (con il 31 per cento) -, viene Facebook, con solo il 18 per cento degli utenti. A ciò si deve aggiunge che appena la metà dei russi rispetto a Facebook utilizza Twitter (solo il 9 per cento). Poi ci sono numerosi altri siti simili che vanno dall’1  al 6 per cento (come ad esempio Ya.ru). 

 

Alla pagina di VKontakte accedono ogni giorno 33 milioni di persone, con 150mila nuove registrazioni quotidiane. Come sostiene il fondatore  del gruppo, Pavel Durov, “ogni minuto vengono scambiati mezzo miliardo di messaggi, pubblicati 100 milioni di post sulle bacheche, e caricati miliardi di fotografie”.

 

Possiamo quindi parlare di una totale sconfitta dei social network stranieri? Non esattamente. Se ci addentriamo in un’analisi più approfondita, scopriamo che rispetto al 2010 Odnoklassniki ha guadagnato solo un punto percentuale, mentre VKontakte ne ha persi due. Invece Facebook ha più che triplicato i suoi accessi, passando dal 5 per cento del 2010 al 18 per cento di oggi.

 

Ancora più vertiginosa è la scalata che ha fatto Twitter – da un misero 2 per cento a un rispettoso 9 per cento (una crescita di quasi il 500 per cento). E il più famoso utente russo del social dei cinguettii è proprio il Presidente Dmitri Medvedev.

 

Senza dubbio, la crescita delle ultime due reti è stata stimolata dalle proteste che sono seguite alle elezioni della Duma del 4 dicembre 2011: per un paio di giorni le piattaforme “sovrane” - Odnoklassniki e VKontakte - funzionavano male, a singhiozzo, mentre Facebook andava normalmente. E quindi in quei giorni ci sono stati picchi di registrazioni di utenti su Facebook.

 

In Russia esistono anche reti per il business, come LinkedIn  o Executive. E stanno prendendo piede tra i professionisti. Sempre più persone trovano lavoro grazie a questi network professionali. A dicembre 2011, un altro social network professionale, Viadeo,  ha deciso di sviluppare e rafforzare la sua presenza in Russia, siglando una joint venture con Sanoma Independent Media (Sim), il gruppo media leader in Russia per le pubblicazioni in cartaceo.

 

L’accordo combinerà la forza di rb.ru (di proprietà Sim), uno dei principali siti Internet russi dedicati al business e dotato di una importante community, con l’esperienza tecnologica sui social network di Viadeo, che sarà disponibile anche in cirillico, al fine di sviluppare servizi business per il mercato russo.

 

“In considerazione della nostra strategia multi-locale, focalizzata sui Paesi emergenti, la Russia era ancora una parte mancante. Grazie a questa partnership, il nostro piano strategico nei Paesi Bric può considerarsi completato”, afferma soddisfatto Dan Serfaty, fondatore e ceo di Viadeo.

Con una crescita così rapida in termini di utenti e di messaggi, sorge spontanea una domanda sulla affidabilità dell’informazione postata. Qualche volta vengono pubblicate notizie false, che non è facile verificare. E quindi è legittimo chiedersi se i social network siano diventati  una fonte di libera informazione, completamente priva di censura, o piuttosto una pattumiera globale.

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