Lisinka, vita da favola russa

Artista romana, Elisabetta Fantini, si esprime attraverso i personaggi di fantasia della tradizione tramandata dalla mamma di Ekaterinburg

Le fiabe russe, con il loro bagaglio di folklore e simbolismo ancestrale, hanno da sempre ispirato scrittori, poeti e artisti; di sicuro hanno influenzato la giovane Lisinka, pseudonimo di Elisabetta Fantini, una pittrice e illustratrice per metà italiana e per metà russa: la madre, infatti, è originaria di Ekaterinburg e la stessa Lisinka ci racconta di essere da sempre vissuta in un clima domestico pieno di elementi propri della tradizione russa, prime fra tutte le favole che, non a caso, caratterizzano gran parte della sua produzione artistica

L’immaginazione di Lisinka, che altro non è che il diminuitivo-vezzeggiativo del nome Elisabetta, è alimentata fin da piccola proprio dalle fiabe russe che l’appassionano a tal punto da iniziare a inventarne delle proprie e a disegnarle sui muri di casa; a sedici anni decide di dedicarsi completamente alla pittura e al disegno e perciò si iscrive e si diploma all’Accademia di Belle Arti; inizia, così un percorso artistico che di recente è sfociato nella rappresentazione di un particolare regno infantile popolato di bambole, animali immaginari e oggetti dal significato simbolico.

Elisabetta “Lisinka” Fantini lavora e vive a Roma; l’abbiamo incontrata per farci spiegare il suo speciale legame con la Russia e l’influenza delle fiabe russe nella sua produzione artistica.

Come nasce Lisinka?

 In realtà Lisinka nasce per caso, come componente fondamentale di quello che faccio e che ho in mente di fare, dall’esigenza di esplorare la mia storia e la mia identità.

Sua mamma è russa; come la cultura materna ha influito nella sua crescita e nella sua formazione artistica?

Credo di essere quella che sono proprio grazie a ciò che mi ha trasmesso mia madre, che ha alimentato il mio immaginario con le sue esperienze, i suoi ricordi e le sue favole.

A proposito di favole, quali sono le fiabe russe che l'hanno ispirata e ispirano ancora, le sue opere?

Ricordo tantissime fiabe che mia madre raccontava a me e a mio fratello prima di andare a letto, ad esempio quelle in cui c’era sempre un principe Ivan salva-principesse, quelle magiche sugli animali, che poi erano le mie preferite, e quelle con protagonista Baba Jaga: una delle cause di mille notti insonni. Recentemente ho ritrovato alcuni dei tanti libri di favole che avevamo, purtroppo molti sono andati distrutti perché da bambini amavamo scarabocchiarli o ritagliare le illustrazioni, ma, nonostante questa grave perdita, ho ancora impressa nella mente le immagini della “Rapa gigante” di Tolstoj e del “Pesciolino d’oro” di Pushkin.

Oltre alle fiabe, ci sono altri aspetti della cultura russa che ispirano i suoi lavori?

L’ispirazione a volte viene anche a tavola, quando mia madre si sbizzarrisce con le minestre russe come il borsch e lo shci, e con i pelmeni, gli speciali ravioloni ripieni di carne. Inoltre, vivo in una casa piena di oggetti di artigianato russo: dai comuni utensili da cucina in legno al samovar per il tè, dai complementi d’arredo (ho ancora una piccola sedia dipinta a mano a cui sono molto affezionata) all’invasione di scatole laccate con le fiabe dipinte e tante tante matrioshka. Quindi, tra sapori e colori, ho molti spunti di ispirazione.

È mai stata in Russia?

In Russia ci sono stata più volte, fin da bambina, per stare un po’ con la mia babushka, mia nonna.

Per il futuro cosa si aspetta?

Per il futuro ho tanti progetti e tanti sogni da far uscire dai cassetti, soprattutto racconti illustrati, nuovi dipinti, nuove tecniche da scoprire. Per ora ci sono mostre in vista, con data da destinarsi. 

Alla fine di questa chiacchierata una domanda è d’obbligo: in fondo, si sente un po’ russa?

Adesso sì, pienamente! Solo ora mi rendo conto del fascino di una storia d’affetti e ricordi d’infanzia in cui mi riconosco.

 Per saperne di più di Elisabetta Fantini - Lisinka Art. Ecco anche la sua pagina Facebook

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta