Medvedev apre all'opposizione

Foto: Reuters

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Il Presidente della Federazione ha incontrato gli esponenti dei partiti di minoranza. L'inizio di una nuova era?

All’incontro con il Presidente Dmitri Medvedev hanno preso parte Boris Nemtsov e Vladimir Ryzhkov, co-presidenti del Partito della Libertà Popolare (Parnas) “Contro l’illegalità e la corruzione”, il presidente dell’Unione Nazionale Sergei Baburin, il capo del Consiglio Federale del Partito d’Azione Konstantin Babkin, il leader del partito ambientalista dei Verdi Anatoly Panfilov, il presidente del Partito della Rinascita della Russia Gennadi Seleznev, il leader del Fronte di sinistra Sergei Udaltsov, il vice-presidente del partito “Per la nostra Patria” Mikhail Lermontov, il capo del presidium del partito Corso di Verità e Unità Yuri Moskalyov e il presidente del partito Donne della Russia, Galina Khavraeva.

L’ex ministro delle Finanze, Aleksei Kudrin, non vede alcuna possibilità di arrivare a una mediazione dopo l’incontro che si è svolto tra il Presidente russo Dmitri Medvedev e i rappresentanti della società civile.

“L’unico risultato dell’incontro avvenuto tra il Presidente e i rappresentanti dell’opposizione "extra-sistemica", è che finalmente si sono riuniti. Ma per ora non sussiste nessuna possibilità di dialogo”, ha scritto Kudrin su Twitter. Il faccia a faccia tra i leader dell’opposizione e il Presidente Medvedev si è tenuto lunedì 20 febbraio 2012. All’inizio dell’incontro il Presidente ha dichiarato che è giunto per la Russia il momento di cambiare, rilevando che l’attuale sistema politico è ben lungi dall’essere ideale e che per riformarlo “è auspicabile far leva su idee comuni”.

Secondo Medvedev, l’incontro era finalizzato a una discussione sul futuro del sistema politico russo “nell’ambito delle leggi già presentate alla Duma di Stato”, sottolineando inoltre che si sarebbe aspettato dai partecipanti “parole di sostegno” su alcune delle iniziative politiche da lui recentemente intraprese.

Dal canto loro, i rappresentanti dell’opposizione hanno presentato le loro rivendicazioni e affrontato il tema delle riforme da attuare nel sistema politico. Hanno espresso un concorde apprezzamento sull’incontro, prendendo atto della disponibilità da parte delle autorità a instaurare un dialogo con la società civile. Ma si sono detti tuttavia delusi del fatto che un’iniziativa come quella di rimandare le elezioni presidenziali e indire nuove votazioni non abbia trovato sostegno da parte del Presidente.

A detta del leader del Fronte di sinistra, Sergei Udaltsov, il faccia a faccia non ha prodotto nulla di nuovo, “anche se un dialogo tardivo è comunque meglio della totale assenza di dialogo”.

"Una pace cattiva è sempre meglio di un buon conflitto - ha aggiunto ancora Udaltsov -. Certo, si sono perse tante opportunità e tra due settimane si svolgeranno le elezioni presidenziali, ma comunque valuto positivamente questo incontro”. Udaltsov ha comunque voluto precisare che l’opposizione non ha ottenuto da Medvedev nessuna garanzia, sollevando quindi la questione degli scontri avvenuti davanti al municipio di Mosca durante la notte del 20 febbraio 2012.

I disordini, provocati dagli attivisti dei movimenti pro-Cremlino sulla via Tverskaya, erano finalizzati a impedire che gli oppositori consegnassero al sindaco la richiesta di autorizzazione per la manifestazione del 5 marzo 2012, all’indomani delle elezioni. Udaltsov ha raccontato che al deputato della Duma Ilja Ponomaryov, che cercava di penetrare nella sede del municipio per consegnare la richiesta, è stata tolta la suola di una scarpa; scarpa che è stata portata dal leader del Fronte di sinistra alla riunione con Medvedev come simbolo del confronto sempre più acceso in atto nella società. Secondo Udaltsov, il Presidente avrebbe promesso di fare chiarezza sull’accaduto.

I rappresentanti dell’opposizione hanno anche lanciato l'ipotesi di indire elezioni parlamentari anticipate, ma Medvedev a riguardo non ha fatto promesse. Un altro partecipante, Konstantin Babkin, leader del Partito d’azione, ritiene che il colloquio con Medvedev sia stato costruttivo e sincero. “Qual è stato l’esito dell’incontro? Che il Presidente si è detto disponibile a portare avanti la riforma fino alla fine del suo mandato e si è detto pronto a impegnarsi a far adottare tutte le leggi sulle elezioni dei deputati, sulla regolamentazione della registrazione dei partiti e delle elezioni dei governatori. Ma ha trascurato del tutto la formazione dei blocchi elettorali”, ha dichiarato l’attivista politico.

I rappresentanti dell’opposizione hanno inoltre consegnato a Medvedev un elenco di detenuti politici e un altro contenente le rivendicazioni dei manifestanti di piazza Bolotnaya e di viale Sakharov. Il capo dello Stato ha promesso che prenderà in considerazione le loro opinioni e che esaminerà queste proposte già dalla prossima settimana.

La settimana scorsa Medvedev ha avuto un incontro coi rappresentanti dei sette maggiori partiti russi. Dopo la riunione ha suggerito di dar vita a un gruppo di lavoro coordinato dal vice-capo dell’amministrazione presidenziale del Cremlino, Vyacheslav Volodin, per esaminare gli emendamenti ai disegni di legge sulla riforma politica, presentati alla Duma di Stato. A detta di Udaltsov, nel gruppo di lavoro, guidato da Volodin, dovrebbero essere inclusi anche i rappresentanti dell’opposizione. 

COMMENTI:

Sergei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra:

Il Presidente non ha detto nulla di concreto e non ha dato garanzie. Non si è fatto nessun passo avanti nei rapporti col governo, ma l’incontro è comunque stato utile.

Mikhail Tulsky, presidente del Centro d’indagine “Analisi politica”:

Non si può dire che Medvedev si sia incontrato con la vera opposizione politica “extra-sistemica”. Si trattava di leader di partiti che saranno registrati e la maggioranza di essi è assolutamente fedele a Medvedev e a Putin. È stata tutta una messa in scena.

Vladimir Slatinov, politologo:  

Per Medvedev era importante mostrarsi ancora una volta nelle vesti di mediatore moderato attorno a cui si coagula un’opposizione liberale, mentre l’opposizione si aspettava invece di ottenere dei risultati, o comunque delle garanzie per il futuro. L’incontro è stato organizzato per placare l'opposizione di Piazza Bolotnaya ed evitare in tal modo che dopo le elezioni presidenziali si organizzino centinaia di migliaia di manifestazioni di protesta. 

Vladimir Pozner, giornalista e conduttore televisivo:

Questo incontro è in ogni caso un ottimo segnale e dovrà necessariamente portare a dei cambiamenti. È evidente che ora per i partiti sarà più facile registrarsi e che i candidati potranno partecipare più facilmente alla competizione elettorale. Sul piano della democrazia è un bene che gli esponenti dell’opposizione siano andati dal Presidente. Rifiutando l’invito, avrebbero commesso un grave errore.

Stanislav Belkovsky, presidente dell’Istituto di strategia nazionale:

Ora Medvedev fa le veci di Putin nel cercare di stabilire dei contatti con gli esponenti dell’opposizione “extra-sistemica”. Putin avrebbe fatto le medesime dichiarazioni se avesse incontrato l’opposizione, ma ora non può permetterselo perché la sua campagna politica è diretta verso un elettorato conservatore e se cominciasse a flirtare pubblicamente con i rappresentanti dell’opposizione rischierebbe di spaventare i suoi elettori tradizionali. Credo che dopo le elezioni prenderà personalmente contatti con i rappresentanti del movimento di Piazza Bolotnaya.

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