Influenza, rimedio all'aglio

Mosca vista dal basso di un'italiana. I Post
Credit: Niyaz Karim

 3 dicembre 2011

Anche a Mosca, questo, è periodo di influenza. Con l'unica differenza che i russi, a quanto pare, hanno sperimentato nel tempo un metodo a detta loro infallibile per guarire da febbre e raffreddore.

Una rivelazione che all'inizio aveva tutta l'aria di essere una presa in giro, o nella migliore delle ipotesi, una battuta singolare, pronunciata da un certo Timur - un ragazzone alto e squadrato, con la faccia triangolare, originario di Ufa - in risposta a una mia serie starnuti. "Uno spicchio di aglio". Cosa? Gli ho detto, pensando di non aver capito. "Aglio. Per combattere l'influenza devi mangiare l'aglio", ha ripetuto.

Non sapendo come formulare in un russo comprensibile una frase sufficientemente intelligente per rispondere con eleganza, ho sorriso ringraziando. E me ne sono andata, senza dare peso al materno consiglio.

Foto: Lori/Legionmedia

Poco tempo dopo, tenuta in ostaggio da una gola in fiamme e da un naso gocciolante, la mia amica Irene, che aveva sentito le parole di Timur, si è fatta coraggio e, presa per sfinimento, ha deciso di mettere in pratica la curiosa diceria.

Ha preso uno spicchio di aglio bello grassottello, lo ha tagliato a metà e lo ha mandato giù tutto insieme, bevendoci sopra un bicchiere d'acqua a mo' di aspirina, per evitare che il gusto si attaccasse in bocca: un sistema, questo, che, a quanto pare, permette di salvare l’alito, sacrificando però la pelle che per almeno le ventiquattro ore successive continua a rilasciare un aroma sicuramente più “intenso” del normale. Et voilà, a detta di Irene, l'esperimento avrebbe avuto esiti entusiasmanti.

Il mio naturale scetticismo mi ha comunque portato a guardare con scherno la presunta scoperta rivoluzionaria. Finché il raffreddore di lì a poco non ha iniziato a tormentare pure me.

E così, decisa nel tentare la prova del nove, mi sono tappata il naso e ho mandato giù il famigerato aglio. Risultato? Il giorno dopo ho iniziato a sentirmi decisamente meglio. Effetto placebo? Autoconvinzione? Provare per credere.

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