Economia, occhi puntati sulla piazza russa

Peter Elam Håkansson (Foto: ufficio stampa)

Peter Elam Håkansson (Foto: ufficio stampa)

La decisione della Bce di immettere liquidità pressoché illimitata sui mercati ha risvegliato l’interesse degli investitori per i Paesi emergenti, Federazione compresa

La decisione della Bce di immettere liquidità pressoché illimitata sui mercati ha risvegliato l’interesse degli investitori per i mercati emergenti. La Russia intanto continua a crescere con un rapido aumento dei consumi, raccogliendo i frutti di dieci anni di crescita costante del reddito della classe media russa.

I mercati azionari hanno aperto il 2012 su una nota molto positiva. Improvvisamente si è riacceso l’interesse per l’azionario, in particolare per i mercati  ritenuti più rischiosi, preferibilmente  gli  emergenti. I nostri mercati hanno quindi ripreso vigore e fortunatamente noi ci siamo trovati nelle condizioni di produrre rendimenti migliori per i nostri fondi.

Ma cos’è accaduto veramente? Mario Draghi, il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, ormai noto come "Super Mario", non ci ha messo molto a dare il via all’operazione Ltro (operazione di rifinanziamento a lungo termine). Il piano Ltro consente alle banche europee di utilizzare obbligazioni, o persino prestiti, come garanzia nei confronti della Bce ottenendo in cambio finanziamenti a 3 anni a un tasso di interesse dell’1 per cento.

La decisione della Banca Centrale Europea ha ridato fiducia ai mercati finanziari europei riaccendendo nel mese di gennaio 2012 l’interesse per gli investimenti, anche nei mercati emergenti come la Russia.

I rifinanziamenti necessari per l’immediato futuro sono quindi sotto controllo. Le banche dovranno rifinanziare obbligazioni per circa 230 miliardi di euro solamente nel primo trimestre del 2012. La prima fase dell’operazione Ltro ammontava a 489 miliardi di euro, la seconda a febbraio sarà probabilmente ancora più consistente. Si parla di mille miliardi di euro.

Cosa faranno le banche di questo denaro? Apparentemente acquisteranno titoli di Stato di una serie di Paesi che attualmente presentano tassi di interesse elevati, soprattutto in Sud Europa, preferibilmente in Italia. Nelle ultime settimane abbiamo assistito al crollo dei tassi sui titoli di Stato italiani a 12 mesi dal 6 per cento al 2 per cento. Per l’Italia, e per altri Paesi di Eurolandia, sarà quindi più semplice gestire il debito a tassi di interesse molto più bassi.

In altri termini, un “semplice” intervento da parte della Bce è riuscito a garantire alle banche i rifinanziamenti necessari, a ridurre il costo del denaro per diversi stati membri dell’Ue e a rafforzare i mercati azionari globali. Non ci stupisce che Mario Draghi diventi Super Mario.

Su un altro fronte, i consumatori russi continuano a spendere più che mai. Dopo il forte incremento del numero di auto nel Paese, la Russia ora ha la più alta penetrazione di automobili in Europa (34,5 milioni di auto) e ha superato la Gran Bretagna (30,8 milioni). Germania e Italia sono ancora ai primi posti, rispettivamente con 41,2 e 35,7 milioni di automobili sulle strade. In generale il numero di auto per migliaia di abitanti è circa la metà rispetto al livello dell’Europa occidentale, pertanto c’è ancora spazio di miglioramento.

Ma il divario si colmerà presto e gli effetti dell’aumento del potere di acquisto della classe media russa negli ultimi dieci anni si riflette chiaramente nei dati di Avtostat, agenzia automobilistica russa.

Dieci anni fa il cittadino medio in Russia doveva risparmiare per 3,2 anni per potere acquistare un’auto russa e 14,6 anni per acquistare un modello straniero. Oggi deve risparmiare 1,1 anno per un’auto russa e 3,4 anni per un’auto straniera.

Se a ciò aggiungiamo la maggiore facilità di accedere al credito, lo scenario appare ancora più positivo.

Esclusiva per Russia Oggi

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