Passatempi invernali per bibliofili

Foto: Ruslan Sukhushin

Foto: Ruslan Sukhushin

Nonostante le temperature gelide, si è svolta a Mosca la prima fiera del libro all’aria aperta intitolata "Chuvstvo Snega", "Il Senso della Neve". Grande successo di pubblico

Fuori il termometro segna -20° C, ma nel centro di Mosca, nel parco delle sculture Art Muzeon, l’atmosfera è piuttosto vivace. I bambini si rincorrono fra le sculture sparse, cercano di scalare le mura di una fortezza di neve e si dondolano spensierati sulle altalene. I genitori li guardano da lontano, infreddoliti e carichi di borse piene di libri. Poco più in là, si staglia una grande tenda artica, dove c’è un gran viavai di gente.

È così che si è svolta a Mosca la fiera invernale del libro "Chuvstvo Snega", "Il Senso della Neve", la prima nel suo genere. Il gelo non è stata l’unica cosa ad aver ispirato i moscoviti per questo evento. Nel corso della fiera si è festeggiato il quinto anniversario della casa editrice Paulsen, specializzata in pubblicazioni non fiction sull’Artico. Per l’occasione sono stati invitati alcuni esploratori artici che hanno tenuto una mini-lezione in cui hanno raccontato la loro esperienza di sopravvivenza nel continente bianco e che cosa significa trascorrere l’inverno a quelle latitudini.


Paulsen ha pubblicato diversi diari di questi esploratori che non temono il gelo polare. Il direttore della casa editrice, Emmanuel Durand ha dichiarato: “Per noi è molto importante ricordare alle generazioni più giovani le imprese dei loro connazionali. Tra l'altro, infatti, sono stati proprio gli scienziati russi ad aver scoperto nell'Antartico il lago Vostok”.  

Per i piccoli visitatori della mostra, le case editrici di libri per bambini come, Samokat e KompasGid hanno organizzato una piccola caccia al tesoro e un viaggio cognitivo-divertente sul mondo dei libri. “Ad esempio, nel corso del lungo viaggio verso Nord abbiamo fatto una piccola sosta in Norvegia, nella patria di Tonje Glimmerdal, la bambina protagonista di uno dei nostri libri ”, rivela Helga Pataki, organizzatrice del programma per i bambini e rappresentante della casa editrice Samokat. Un notevole successo è stato riscosso anche dall’autobus di libri Bamber, che simboleggiava l'Isola di Wrangel e dove i piccoli lettori hanno potuto imparare come gli animali dell’emisfero boreale trascorrono l’inverno.

Nella tenda artica si sono svolti invece gli affari. I piccoli editori indipendenti hanno presentato i propri libri. Visto che non tutti possono vantare uno spazio sugli scaffali delle principali librerie, molte pubblicazioni vengono vendute solo nel corso di questi eventi.

Diverse piccole case editrici, specializzate nella letteratura di qualità, stanno passando un periodo piuttosto critico per quanto riguarda la loro distribuzione e per sopravvivere sono costrette a inventarsi nuovi stratagemmi per attirare l'attenzione dei lettori. "Visto il mercato, questi editori devono trovare un modo per farsi notare, e ritengo che questi nuovi formati siano, da questo punto di vista, la soluzione più adatta.

Una fiera invernale con meno venti gradi, forse, è la fiera più estrema del mondo", dichiara il critico letterario Konstantin Milcin. “Questo tipo di eventi piace molto alla gente. Forse, sarebbe valsa la pena pensare anche a qualcosa di più estremo, come un festival dello snowboard o una fiera di survivalist”.

Il freddo estremo non ha di certo scoraggiato i visitatori. La fiera ha dimostrato che, quando si organizza qualcosa di spettacolare, la gente è disposta a stringere i denti e a uscire di casa anche se fuori si gela. “Ci è piaciuta molto come iniziativa. Sono qui con tutta la mia famiglia, ci siamo messi dei vestiti pesanti”, racconta Maksim, 30 anni, con le mani piene di borse e in testa un colbacco con tanto di paraorecchie. “Nostro figlio ha partecipato al viaggio sul mondo dei libri, anche se per lui, è stato molto più interessante scalare le montagne e dondolarsi sull'altalena. Abbiamo comprato un sacco di libri e souvenir”.   

Era proprio questa la reazione che si aspettavano gli organizzatori. “Il problema principale della nostra società è che sono spariti gli spazi pubblici”, dichiara uno degli organizzatori, il caporedattore della casa editrice Ad Marginem, Michail Katomin. “C'è stata una riorganizzazione degli spazi, e la gente si chiude in casa o nei bar. La fiera del libro ha ricordato per la sua originalità le ultime proteste di piazza, ha trascinato la gente fuori dalle case e l’ha costretta a visitare i parchi moscoviti anche d'inverno”.

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