Professione import di arte russa

Dal 2005 Nina Colantoni ospita nella sua galleria milanese, e per prima in Italia, i più importanti esponenti della pittura e della scultura contemporanee della Federazione

Foto: Nina Colantoni

Dopo una laurea in Lingua e Letteratura russa e un'esperienza nel mondo dell'editoria, nel 2005 Nina Colantoni ha deciso di dedicarsi all'arte ed è stata la prima in Italia ad aprire una galleria d'arte contemporanea dedicata esclusivamente agli artisti russi. Oggi è diventata un importante punto di riferimento per collezionisti, addetti ai lavori e appassionati.

Nella galleria Nina Lumer - aperta insieme alla sua ex socia Ludovica Lumer - fino al 24 febbraio 2012 sono esposte le opere di tre grandi artisti contemporanei: Valery Koshlyakov, Aleksandr Brodsky e Dmitri Gutov.

Com'è nata la sua passione per la Russia e per l'arte russa contemporanea?

Un po' come tutte le cose più belle succedono per caso! Ho iniziato a studiare Lingua e Letteratura russa all'università di Milano un po' per caso, un po' perché mi divertiva, senza avere veramente un progetto. Mi sono appassionata di letteratura, di cultura russa soprattutto contemporanea. Sono stata a Mosca a lungo, ho conosciuto tanta gente e sono entrata in contatto con gli ambienti culturali moscoviti.  Quando è nata questa idea di aprire una galleria d'arte ho capito che la cosa che aveva più senso per me era lavorare con gli artisti russi, un po' per passione, un po' perché li conoscevo, un po' perché mi sentivo e mi sento tuttora più sicura nello scegliere un artista russo. Anche perché in Italia quando io ho aperto nel 2005 quasi nessuno si occupava di arte russa contemporanea. Come gallerie d'arte non c'era nessuno che la rappresentasse sul mercato italiano se non qualche grande nome. E quindi è nata così. La cosa è nata un po' per caso, poi mi sono appassionata e ormai è diventata la mia vita.

È stato difficile conoscere artisti russi contemporanei e portare in Italia le loro opere?

Il mondo culturale russo è molto concentrato a Mosca, dove avevo già  molti contatti. Non ho avuto una grande difficoltà a conoscere gli artisti che mi interessavano di più, ad andare a trovarli nei loro studi, a conoscere meglio il loro lavoro e decidere chi invitare. In Italia il fatto di aprire una galleria sui russi mi ha anche permesso di non pestare i piedi a nessuno e il progetto è stato accolto abbastanza bene.

Com'è il mercato dell'arte russa contemporanea nel nostro Paese?

Sicuramente comincia ad esserci un grande interesse per vari motivi. L'arte russa ha cominciato a girare negli ultimi dieci anni più di prima e anche in Italia comincia a esserci questo interesse, ci sono vari collezionisti che collezionano solo arte russa contemporanea o arte russa del Novecento. Sicuramente l'interesse è in salita e sui russi mi sembra che ci sia un'evoluzione graduale positiva.

 

Nina Colantoni (Foto dall'archivio personale)

Attualmente la sua galleria ospita una collettiva di tre importanti artisti russi contemporanei.

Sì, ho inaugurato un nuovo spazio e per questo evento ho scelto tre degli artisti più importanti tra quelli con cui lavoro che sono Aleksandr Brodsky, Dmitri Gutov e Valery Koshlyakov. Ho chiesto loro di darmi un'opera importante ciascuno: Gutov ha portato uno dei suoi ultimi lavori di ferro 'Il ritratto di Ganimede”; di Koshlyajov ho varie tele e di Brodsky ho una grande installazione.

Quali effetti ha prodotto la sua galleria?

Dopo di me sono nate altre gallerie o gallerie già esistenti hanno iniziato ad aprirsi all'arte russa, quindi questo è un buon segno. Sono felice di essere stata la prima e di essere un po' un punto di riferimento in Italia. Ma sono anche felice che ci siano anche altre gallerie che invitano russi. E ora vedo che anche i musei iniziano ad avere un certo interesse.

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