Elezioni dirette dei governatori

Foto: Itar-Tass

Foto: Itar-Tass

Il progetto di legge elettorale che regolerà il voto dei futuri capi delle amministrazioni regionali è stato presentato alla Duma dal Presidente Medvedev. Ma piovono critiche

Il Presidente Dmitri Medvedev ha avanzato al Gosduma un progetto di legge che già da maggio 2012 potrebbe riportare in Russia le elezioni dirette dei governanti delle regioni. A esse potranno prendere parte sia le candidature spontanee sia i rappresentanti di tutti i partiti registrati. I partiti, secondo il progetto di legge, concorderanno a richiesta i propri candidati. Non si tratterà comunque dell’ultima riforma: Vladimir Pligin, capo del comitato della Duma per la legislazione costituzionale, non esclude che forse sarà nuovamente permessa la creazione di blocchi elettorali.

Come è stato reso noto, il progetto di legge presentato alla Duma non contiene il famigerato "filtro presidenziale" per i candidati al governatorato, proposto da Vladimir Putin a dicembre 2011. Nel progetto viene soltanto ricordata la possibilità per i partiti registrati di proporre i pretendenti previa intesa con il Capo dello Stato.

"Un partito politico avanza al Presidente una lista oppure un candidato e il Presidente può scegliere da quella lista la persona che a suo parere è da preferire in base a considerazioni di ordine vario, oppure approva il singolo candidato. Tale possibilità nel progetto di legge viene mantenuta sia per il partito sia per il Presidente", ha chiarito Larisa Bryceva, capo del Dipartimento legale dell’Amministrazione presidenziale della Federazione Russa. Tuttavia – ha puntualizzato la Bryceva – il risultato delle consultazioni con il Presidente non è vincolante per il partito. Alla domanda sulla ragione per cui sarebbe necessario in questo caso tale meccanismo, ha affermato: "Dal mio punto di vista è necessario innanzitutto per potere in qualche modo coordinare il processo di presentazione delle candidature. E in alcuni casi, forse, per mettere in guardia un partito da palesi errori da parte delle dirigenze".

La motivazione politica di tale formula, come ha dichiarato Viktor Shejnis, uno degli autori della Costituzione, membro del comitato politico del partito Yabloko, si сonfigura come il collegamento tra l’idea caldeggiata da Vladimir Putin sul "filtro presidenziale" e la democratizzazione proposta da Medvedev.

In ultima analisi la formulazione è risultata "giuridicamente malriuscita". Per di più "anche così, al Presidente sono consegnati troppi diritti e poteri che non sono contemplati nella Costituzione", aggiunge l’esperto. "Non si deve confondere il ritorno delle elezioni governative con l’introduzione di elezioni governative libere e oneste", ha affermato Rostislav Turovskij, vice-presidente del Centro di Tecnologie politiche (Cpt). Perché il Cremlino controlli la candidatura di questo o quel candidato non sono obbligatorie delle procedure formali, come ha dimostrato l’esperienza del primo mandato di Vladimir Putin, quando le elezioni dirette dei governatori non erano state ancora abolite, osserva Turovskij.

Al momento dell’approvazione il progetto di legge può anche essere modificato, inoltre le "consultazioni" assumeranno comunque un carattere di maggiore obbligatorietà. A detta di Vladimir Pligin di Russia Unita, presidente del Comitato della Duma per la legislazione costituzionale, tale norma può essere "rafforzata". Le correzioni su cui potrebbero essere avviati i lavori, possono riguardare la considerazione, facoltativa per il partito, delle "raccomandazioni" del Presidente, ha spiegato.

Secondo il progetto di legge riceveranno il diritto di proporre liberamente i propri candidati al posto di governatore tutti e sette i partiti registrati. Ma, conformemente alle modifiche proposte da Dmitri Medvedev nel dicembre 2011, le richieste per la registrazione degli stessi verranno significativamente diminuite. Se nella Federazione Russa compariranno molti partiti sarà possibile sollevare la questione della costituzione di coalizioni pre-elettorali, vale a dire di blocchi elettorali, afferma Pligin.

Il progetto avanzato contempla una serie di limitazioni quali il censo d’età (il candidato deve avere più di trent’anni) e la durata del mandato di pieni poteri (non più di cinque anni). Il progetto non mette limite al numero di mandati che una stessa persona può compiere in qualità di capo della regione. "In qualsiasi passaggio da un sistema all’altro emerge la questione su quale mandato sia da considerare primo e quale secondo. Allo stato attuale non abbiamo posto alcuna limitazione, perché in caso contrario la situazione si complicherebbe ulteriormente, non si capirebbe più chi aveva quale mandato", ha spiegato la Bryceva.

La Bryceva prevede che il progetto di legge non verrà approvato prima di maggio 2012. Dopo di che le regioni saranno obbligate nel corso di due mesi all’adeguamento della propria legislazione in conformità al progetto. Tuttavia già a maggio e a giugno per alcuni capi delle regioni, tra cui il governatore della regione della regione di Mosca (Podmoskove), Boris Gromov, scade il mandato. Per quell’epoca i soggetti della Federazione Russa potrebbero non fare in tempo a introdurre le regole per l’elezione dei propri dirigenti. Secondo il parere degli intervistati il Cremlino non ha ancora pensato a come agire in questi casi e non esclude che il processo elettorale debba essere regolato da un decreto speciale del Presidente.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta