L'Alta Moda coniugata in russo

In occasione delle sfilate di Roma, la presentazione della nuova collezione di Elizabeth the First che si ispira agli abiti di scena dei balletti di Sergej Diaghilev

Foto: uffcio stampa/Dora Giannetti


Nasce dalla grande passione per la danza classica e per i Balletti russi di Sergej Diaghilev la collezione di Elizabeth the First intitolata appunto “Ballets Russes” e presentata a Roma in occasione delle giornate di AltaRomaAltaModa.

Con le sue giacche kimono, i pantaloni a vita alta e gli eleganti soprabiti, la collezione "Ballets Russes" fa rivivere la moda degli anni Venti e soprattutto l'atmosfera dei balletti messi in scena dalla compagnia di Diaghilev.

Tutti disegnati uno per uno e in edizione limitata, i capi sono stati realizzati interamente a mano unendo antichi velluti, ikat uzbeki, ma anche ori, pellicce, ricami e broccati dell'impero ottomano.

La collezione gioca con i ruggenti anni Venti proponendo piccoli pezzi da abbinare alle giacche: abiti lunghi, corti caftani, pantaloni larghi. Velluto, seta, pizzi e tessuti artigianali la fanno da padrone. Ma i veri protagonisti  sono i colori intensi, forti, e ovviamente teatrali: dal bordeaux, al rosa, dall'arancione al verde, fino al nero e all'oro.

"L'idea è venuta un po' dai balletti russi un po' dalla mia grande passione per la danza classica. Mi sono sempre piaciuti, a parte i balletti di quel periodo messi insieme da Diaghilev, in particolare anche i costumi che avevano in scena, ispirati all'orientalismo. Poi in generale gli anni Venti mi piacciono molto", spiega l'ex giornalista e redattrice di moda Dora Giannetti che ha disegnato, insieme a Margot Skilling, questa raffinatissima e colorata collezione. "Per cui con tutti i tessuti delle nostre ricerche d'archivio, che abbiamo raccolto in 16 anni di studio, abbiamo fatto rivivere questi tessuti. Le linee sono venute un po' da sé: quella del kimono ridimensionato, occidentalizzato e reso più portabile che è stato elaborato, partendo da un kimoncino  degli anni '50  e un kimono giapponese, un capo che può stare bene a tutte le donne".

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta