L'Ucraina di Yanukovich, e adesso?

Foto: Itar-Tass

Foto: Itar-Tass

A due anni dall'elezione, il presidente si trova in una posizione alquanto difficile, sia sul fronte interno che sulla scacchiera internazionale. Ma non sembra preoccuparsene troppo

Quando era stato eletto due anni fa, nel 2010, vincendo il ballottaggio con la sua rivale storica Yulia Tymoshenko, Victor Yanukovich era entrato alla Bankova tra le speranze della maggior parte degli ucraini, delusi dal quinquennio disastroso gestito dai vincitori del 2004, e lo stupore dell’Occidente, che, se si era entusiasmato fra trecce e diossina ai giochi dei rivoluzionari, aveva poi dimenticato le vicende ucraine con un batter di ciglia.

Poi a Ovest ci si era risvegliati nel febbraio 2010 con un presidente uscito non si sa bene da dove, visto che in teoria avrebbe dovuto scomparire dalla circolazione, dopo che i nuovi padroni Tymoshenko e Victor Yushchenko avevano promesso che a causa di brogli e avvelenamenti i responsabili sarebbero stati affidati alla giustizia. Ma nell’ex repubblica sovietica le cose sono andate un po’ diversamente e chi aveva in mano le redini del Paese siede ora in prigione.

Yanukovich ha vinto due anni fa in maniera ineccepibile e democratica e - a differenza dei suoi predecessori che in cinque anni non sono riusciti a combinare nulla se non a litigare tra di loro lasciando il Paese alla deriva - ha avuto dietro di sé un parlamento compatto, un primo ministro docile e affidabile e una squadra di oligarchi pronta e desiderosa di regolare i conti del passato, cosicché non si è fatto problemi nel seguire la sua linea di rivincita.

Con Yushchenko abbandonato dagli elettori, gli è rimasta solo la bella Yulia da combattere. La vittoria è stata relativamente facile, complici gli scheletri nell’armadio della Tymoshenko e la giustizia piegata ai voleri del potere. L’ex primo ministro condannata a sette anni di galera non è certo una bella cartolina da spedire sul palcoscenico internazionale, ma Yanukovich ha voluto sbrigare vendicativamente le faccende di casa seguendo un modello del tutto particolare che alla fine dei conti in questi due anni ha allontanato l’Ucraina dall’Occidente e ha creato qualche problema anche con la Russia.

Nonostante due anni fa fosse salito alla presidenza con la fama di essere un po’ troppo filorusso, la realtà è che i rapporti con il Cremlino sono rimasti sempre tesi. Victor Fedorovich non è mai stato preso in grande considerazione da Vladimir Putin e Mosca ha fatto pressione su Kiev per le solite questioni di gas. Ma ancora oggi non si è sbloccato nulla e gli attriti non sono sfumati. Anche in questo caso la linea di Yanukovich è stata di difficile interpretazione, con il risultato che l’Ucraina è rimasta in un limbo dal quale non sembra trovare una via d’uscita.

Gli stessi ucraini sembrano aver lasciato la speranza di capirci qualcosa, ma soprattutto stanno abbandonando il loro presidente. Secondo i sondaggi Yanukovich è in evidente ribasso, con la maggioranza della popolazione che non lo supporta. Nell'autunno 2012 ci saranno le elezioni parlamentari, appuntamento di medio termine per tastare il polso al malandato Paese.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta