La protesta viaggia in auto

Foto: AFP/ Eastnews

Foto: AFP/ Eastnews

Il centro di Mosca è stato invaso da un corteo di macchine addobbate con palloncini e nastri bianchi per chiedere elezioni oneste. Mentre in Siberia scendono in piazza pupazzetti colorati

Un carosello di nastri e palloncini bianchi per urlare in silenzio il proprio disappunto. Nonostante Vladimir Putin resti il grande favorito nella corsa alle elezioni presidenziali del 4 marzo 2012, in Russia continuano le manifestazioni contro il premier e a favore di “elezioni pulite”.

Domenica 29 gennaio 2012 il Sadovoe Kolzo, l’immenso raccordo che abbraccia il centro di Mosca, si è trasformato in una piazza di proteste: centinaia di automobili hanno sfilato sotto il freddo sole russo per manifestare a favore di elezioni libere e di una “Russia senza Putin”.

La manifestazione, alla quale ha partecipato un imprevisto corteo di macchine (3mila secondo gli organizzatori, trecento invece secondo le forze dell’ordine), è stata coordinata dalla nuova Lega degli elettori, un’organizzazione apolitica nata poche settimane fa sulla scia del malcontento degli ultimi mesi. In testa al corteo, il blogger Alexei Navalny, ultimamente al centro di alcune polemiche, accusato di “sfruttare la propria notorietà a fini personali”.

E così, interamente organizzata attraverso i social network, la protesta ha invaso le strade di Mosca, dove vecchie Zhigulì hanno rincorso i più moderni fuoristrada ricoperti di palloncini e bandiere bianche, colore simbolo della protesta.

Si tratta di una delle tante manifestazioni che negli ultimi mesi hanno segnato il tormentato inverno russo, surriscaldato dal clima rovente pre e post elettorale.

Foto: ivan-krupchik.livejournal.com

La carica dei pelouche

Nel frattempo a Barnaul, in Siberia, gruppi di cittadini hanno lanciato un j’accuse piuttosto bizzarro: in seguito al rifiuto di concedere il diritto a manifestare, espressamente richiesto da alcuni abitanti della zona, nella piccola cittadina affacciata sul fiume Ob è stata montata una protesta di pupazzetti. Burattini, bambolotti e animaletti mignon dotati di cartelli in miniatura inneggianti al dissenso. Una nuova e colorata forma di disappunto che si unisce alla più grande ondata di proteste che ha colpito la Russia dal 2000 ad oggi. Il prossimo corteo è atteso nel centro della capitale russa il 4 febbraio 2012.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta