Putin: "Imparare da Hollywood"

Foto: Itar-Tass

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Il primo ministro, che si è rifiutato di partecipare a dibattiti televisivi con gli avversari della corsa alle presidenziali, espone le posizioni del proprio programma e divide gli esperti

Gli esperti hanno discusso per giorni, nella redazione della Rossiyskaya Gazeta, il primo articolo in cui Putin presentava le considerazioni più generali del suo programma. La critica più consistente è arrivata dal direttore dell’Istituto per lo studio dei problemi della globalizzazione, Mikhail Deljagin. L’esperto è rimasto deluso in particolar modo da quanto Putin scrive sui successi dell’economia, che, stando alle sue parole, “cresce senza svilupparsi”, non riuscendo a superare la dipendenza dalle materie prime.

Al direttore generale dell’Istituto per lo studio dei problemi regionali, Dmitri Zuravlev, al contrario, l’articolo è sembrato piuttosto ricco di contenuti. Si ritiene soddisfatto del fatto che Putin sembri voler sinceramente cambiare il sistema vigente, sebbene sia convinto che, per fare ciò, il premier dovrà scontrarsi con un modello chiamato “all’infuori dello Stato non vi è nulla”, che si è istituito in Russia nel corso dei secoli, sia con gli zar della dinastia Romanov che con i comunisti. “L’articolo per il momento rappresenta una panoramica generale. Bisogna poi capire fino a che punto Putin intenda cambiare l’attuale sistema statale”, ha dichiarato l’esperto, invitando, in modo implicito, a pazientare.

Ad Aleksandr Jucupovskij, membro del Consiglio di strategia nazionale, interessa di più chi rappresenta al momento Vladimir Putin. “Putin, in sostanza, ha riunito nella sua figura una collettività, incarnando il sistema stesso, con i suoi vantaggi e svantaggi.  Il compito di questo articolo e dei successivi sarà convincere la società che egli sta esercitando solo metà del suo potenziale, nonostante l’opposizione lo accusi di non averne”, ha spiegato Jusupovkij

Il caporedattore del sito Forum.msk, Anatolij Baranov, invece, non è affatto d’accordo con quanti sostengono che l’articolo abbia una natura programmatica. “Un documento programmatico è un invito all’azione, mentre qui l’azione non c’è”, ha dichiarato.

Tuttavia, secondo il direttore dell’Istituto di ricerca regionale “Ekspertnoe soobščestvo”, Ljudmila Sherova, l’articolo costituisce una sobria valutazione dell’operato di questi ultimi 10 anni e più, che Putin, del resto, non si stanca mai di dare. 

Il coordinatore dell’Associazione di esperti e consulenti politici, Oleg Soloduchin, ritiene che l’articolo abbia diversi punti positivi. “Innanzitutto la conservazione del sistema statale, nel difficile periodo post-Eltsin, di cui Putin si è spesso vantato e a cui ha effettivamente contribuito. In secondo luogo, il premier esprime in modo chiaro la propria posizione. Infine c’è un’allusione a quali saranno i prossimi testi, che riguarderanno, probabilmente, la situazione economica, i rapporti internazionali e altri problemi”, ha argomentato l’esperto. Secondo Soloduchin il testo è rivolto non solo alla classe media, ma a tutti i livelli della società. “Ognuno deve trovare in questo materiale qualcosa di proprio. Ma saranno i neoliberali quelli che, fra tutti, si ritroveranno di meno”, ha suggerito l’esperto.

Per quanto riguarda il contenuto del secondo articolo, gli esperti e i mezzi di comunicazione di massa discutono, più di tutto, sulla proposta di Putin di inasprire la politica sull’immigrazione. “Si pensa a un inasprimento della legge, con l’introduzione della responsabilità penale per chi viola le leggi sull'immigrazione e le norme di registrazione”, dichiara il candidato alla presidenza

“Vladimir Putin riconosce che in una politica nazionale non ci sono né ci possono essere soluzioni semplici, sebbene il suo articolo non offra né soluzioni semplici né difficili, né tantomeno alcun altro tipo di soluzione. In sostanza si parla della necessità che tutti accettino un rafforzamento dello Stato, altrimenti quest’ultimo lo otterrà da solo”, scrive, in un commento, il giornalista del Kommersant Gleb Tcherkasov.  

In conclusione, l’articolo offre, in un certo senso, alcune considerazioni concrete. In particolare, Putin propone di utilizzare l’esperienza americana. “In alcune delle principali università americane negli anni '20 del secolo scorso si era creato un movimento per lo studio dei canoni culturali occidentali. Ogni studente che si rispettasse doveva leggere 100 libri, elencati in una lista redatta per l’occasione”, scrive Putin, che propone di importare in Russia questa pratica.

Il premier ha rivolto anche un complimento inaspettato al cinema americano. "Hollywood ha formato la coscienza di molte generazioni. Introducendo, per altro, dei valori non così malvagi, sia dal punto di vista degli interessi nazionali che della morale pubblica. Anche qui abbiamo qualcosa da imparare”, scrive Putin.

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