Vita cittadina a Vyatskoe

In un villaggio della campagna russa più remota nasce un complesso museale che introduce nella quotidianità della terra degli zar

Fonte: vyatskoe.yar.ru

I documenti ufficiali parlano la prima volta della cittadina di Vyatskoe nel 1502. Nel XVIII secolo vi furono costruite non una, ma ben due chiese russe ortodosse: la Chiesa della Resurrezione fu eretta grazie alle sovvenzioni dei contadini locali nel 1705, mentre la Chiesa dell’Assunzione fu fatta costruire trent’anni dopo da un commerciante della zona. Oggi entrambe le chiese sfoggiano icone risalenti alla seconda metà del XVIII secolo e al primo trentennio del XIX.

Questa cittadina avrebbe potuto restare una dei tanti centri urbani sconosciuti delle remote campagne russe se non fosse stato per l’impegno dell’uomo d’affari Oleg Zharov e di sua moglie Larissa, che nel 2006 si misero alla ricerca di una località tranquilla e facilmente raggiungibile in automobile da Yaroslav. Quando videro l’annuncio di vendita di una casa di Vyatskoe risalente alla metà del XIX secolo capirono di aver trovato quello che stavano cercando. L’edificio richiedeva un consistente intervento di restauro e ripristino, una volta terminato il quale la coppia si è dedicata  alla scoperta ravvicinata  della loro nuova cittadina.

"Zharov, imprenditore, cercava pace e tranquillità, ma si è reso presto conto che non era giusto tenere solo per sé questo delizioso angolino", racconta Andrei Konovalos, direttore del complesso cittadino. Il museo centrale di Vyatskoe, il Museo dell’Impresa russa, è stato inaugurato nel 2008 nella casa di un commerciante di nome Galochkin e permette di conoscere la vita di un villaggio che aspirava fortemente  a diventare una cittadina. I visitatori sono accolti all’ingresso dalla scultura intitolata “L’abile contadino di Yaroslavl”, appellativo utilizzato da Nikolai Gogol nel suo romanzo “Le anime morte”.

Nel XIX questa era un’espressione popolare: "Gli uomini di Yaroslavl erano tutti affascinanti. I loro capelli ondulati biondi valevano centinaia di rubli. Le loro piccole teste ne valevano migliaia ed egli stesso era di inestimabile valore". Questa valutazione si collega al fatto che molti contadini di Yaroslavl trascorrevano due terzi dell’anno impegnati in lavori stagionali a San Pietroburgo e a Mosca, perché nella loro zona d’origine non c’erano abbastanza terreni da coltivare. In pratica facevano economie vivendo nelle grandi città  e lavorando come addetti alla costruzione o riparazione di tetti o stufe e come imbianchini.

Per Vyatskoe questo lavoro stagionale divenne importante per due motivi. Prima di tutto consentiva ai lavoratori stagionali di vivere agiatamente e di permettersi l’acquisto di beni ricercati. In secondo luogo i contadini che rimanevano a lavorare nei terreni non dovevano accollarsi l’onere di sfamare una popolazione locale molto grande e le aziende agricole prosperavano. La popolazione residente permanente se la passava  relativamente bene e nel 1859 una guida alla regione di Yaroslavl definiva la cittadina di Vyatskoe “abbiente”.  

Tra gli oggetti esposti nel museo ve ne sono molti che comprovano questa ricchezza: orologi antichi, insoliti elettrodomestici (una lavatrice d’inizio  XX secolo con intelaiatura in legno di quercia), carillon, grammofoni, un fonografo Edison, arcolai, macchine da cucire Singer e tubi da stufa decorati. Il personale del museo lascia che  i visitatori carichino il carillon e suonino  l’organo a canne. In una bacheca del museo dedicata a un fotografo locale sono esposte una macchina fotografica risalente alla fine del XIX secolo e alcune fotografie della cittadina e dei suoi abitanti.

Il più nuovo museo del centro abitato è il Museo degli angeli, inaugurato nell’estate del 2011 per  commemorare l’eroe locale Pyotr Telushkin, agricoltore di Vyatskoe  che lavorò come riparatore di tetti a San Pietroburgo. Nel 1830 si offrì volontario per riparare l’ala danneggiata dell’angelo posto sulla sommità della guglia della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo senza l’uso di impalcature. Per riparare la banderuola segnavento occorsero sei settimane di lavoro faticoso e rischioso. Nella capitale girò subito la voce dell’incredibile impresa dell’agricoltore e all’uomo fu concessa udienza privata dall’imperatore,  oltre ad altre ricompense. Il contenuto del museo a lui dedicato è destinato ai visitatori più piccoli: nelle sue sale infatti è possibile  imparare tutto sugli angeli, guardare un cartone animato, indossare ali da angelo e ammirare varie figurine di angeli provenienti da collezioni private.

Tra gli altri musei presenti nella cittadina ve ne sono alcuni che insegnano ai visitatori tutto ciò che riguarda la vita di un commerciante di Vyatkoe: in uno si impara come si preparano i cetrioli sottaceto per la vendita, in un altro  si assaggiano un liquore locale e cetrioli e ci si può unire all’impiegato del museo Yasha, un attore, e vendere ceramiche in un banchetto.

Oltre a questi cinque musei, a Vyatskoe ci sono tre alberghi in grado di alloggiare 120 ospiti: sono arredati con mobili antichi locali e hanno stanze moderne e pulite, decorate con carta da parati d’epoca e incisioni storiche. Nella cittadina si trovano anche una sauna e una piscina di acqua  sorgiva, proveniente dalla fonte naturale di Yerekhtansky nei paraggi. La piscina è un’attrazione molto popolare soprattutto alla vigilia della Festa del Battesimo del Signore: nel solo 2011 quel giorno è stata frequentata da cinquemila persone.

Gli Zharov prevedono che il complesso storico culturale di Vyatskoe recuperi l’investimento fatto entro sette anni, e sperano che la nomea della cittadina come destinazione turistica prosperi nel tempo. "La stagione scorsa abbiamo lavorato al 64 per cento delle nostre capacità", ha detto Larissa Zharova. "Il complesso è abbastanza nuovo e siamo pienamente operativi soltanto da un anno: prima è nato il museo, poi il ristorante e infine l’albergo".

Quanto è stato realizzato a Vyatskoe è solo in parte generosità. Oltre a dirigere i musei e l’albergo, la società di Oleg Zharov rileva le case di campagna dei commercianti locali, in buona parte bisognose di interventi di restauro. La sua società le ripara, le restaura, le dota di apparecchiature moderne e le rivende a nuovi proprietari che devono però impegnarsi a non modificare gli esterni delle proprietà considerate patrimonio storico. 

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