Musica sì, ma secondo la legge

Foto: Itar-Tass

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Nuove norme in arrivo per regolamentare l’attività dei musicisti di strada a Mosca. La capitale russa si omologherà alle altre grandi metropoli europee

Appare come l’ennesimo tentativo di imitare l'Europa: il Ministero della Cultura russo intende regolamentare d’ora in poi l’attività dei musicisti di strada russi, finora affidata solo a un codice di comportamento individuale e a improvvisati patti con la polizia locale.

Non è raro trovare sistemi di regole codificate per gli enti municipali e gli artisti di strada anche negli altri Paesi. Sia a Toronto sia a Londra, l’amministrazione cittadina organizza audizioni aperte, a partecipazione libera. Una volta superate le audizioni, vengono rilasciate agli artisti licenze della durata di un anno che li autorizzano a esibirsi nelle strade, in cambio dell’osservanza di una serie di regole. A Londra le restrizioni sul tempo concesso per le esibizioni sono severe: non più di due ore per volta nella stessa postazione. A Madrid i musicisti rischiano fino a 750 euro di multa e, quel che è peggio, il sequestro degli strumenti, se suonano in luoghi non autorizzati.

Il quotidiano Izvestija, citando una fonte del Dipartimento della Cultura, ha riferito di recente che ai musicisti di strada di Mosca verranno assegnate postazioni permanenti nei parchi cittadini. Gli artisti di strada della capitale russa avranno la possibilità di esibirsi legalmente e di far girare il proprio cappello già dall'estate 2012.

La stessa fonte del Dipartimento della Cultura ha spiegato che saranno garantite certe condizioni essenziali, come l’illuminazione e la fornitura di energia elettrica, in altri termini “un lampione e una presa di corrente” per garantire l’esibizione dei musicisti nei parchi.

Non si prevedono compensi per gli artisti, ma i passanti, come sempre, saranno liberi di dimostrare il loro gradimento ai musicisti. Sarà cura degli enti che gestiscono i parchi  selezionare gli artisti di maggior talento. "Non si tratta di censura, è solo un provvedimento che serve a tutelare la qualità artistica delle esibizioni, per evitare che si ascoltino canzoni come quelle di certe gang criminali", ha sottolineato un funzionario.

Il primo esperimento ha avuto luogo al Gorky Park nell’estate 2011 quando Sergey Kapkov era direttore del parco. Kapkov è ora responsabile del Dipartimento della Cultura e sembra intenzionato a estendere l’esperimento anche altrove.

La maggior parte dei musicisti di strada a Mosca preferisce esibirsi in metropolitana, ma a detta dell'ufficio stampa del metrò di Mosca, suonare in banchina e sui treni sarebbe illegale. I musicisti possono comunque chiedere all'amministrazione della metropolitana concessioni per gli eventi musicali. La metropolitana ha già ospitato alcuni concerti: l'Orchestra da Camera del Cremlino ha suonato due volte alla stazione Kropotkinskaya durante la Notte dei Musei, e l’orchestra da camera "Virtuosi di Gnessin" si è esibita alla stazione Mayakovskaya. Ma tali eventi erano stati programmati in anticipo e si sono svolti  in ore non di punta quando le stazioni erano praticamente deserte. La metropolitana non può assegnare  ai musicisti di strada postazioni permanenti per i loro concerti quotidiani.

Vladimir non comprende il motivo per cui le autorità dovrebbero imporre restrizioni ai musicisti di strada.  Prima di venire a Mosca, insegnava musica in un Centro Pionieri di Tambov. “Quando le classi sono state chiuse, ho dovuto inventarmi qualcosa per sbarcare il lunario", racconta. “Perché suono nelle strade? E dove potrei suonare altrimenti? Sono un anziano pensionato, ho 70 anni. Mi hanno offerto un lavoro alla Casa dei veterani, ma mi davano degli spiccioli e ho figli e nipoti da mantenere. La vita è difficile a Tambov. Per prima cosa, ho provato a suonare dentro la metro di Mosca, ma ogni volta minacciavano di buttarmi fuori. Nei sottopassaggi però mi lasciavano stare. Ogni volta che un poliziotto si avvicinava, gli dicevo di avere la tessera di libero professionista e di pagare regolarmente le tasse".

"Una volta ho rischiato di finire alla stazione di polizia  e di essere ammanettato e pestato. Un passante ha chiamato la redazione del  giornale Novaya Gazeta: i giornalisti sono arrivati e  mi hanno rilasciato. Poi  si è scoperto che la polizia aveva risposto a una chiamata dell’amministrazione comunale: stavo suonando  nelle vicinanze  di una delle sue sedi. L’autore della chiamata ha protestato perché cantavo in inglese: Chissà cosa diavolo canta, magari  insulta le autorità”. E' l'esperienza di Alexei di Voronezh.

Gli artisti di strada non sono esattamente entusiasti della nuova idea. Ora si esibiscono senza richiedere nessuna concessione, cercando di aggirare la polizia o sfruttando i loro “agganci”. I musicisti di strada stagionali consigliano di non spingere troppo sul tema dei diritti nei rapporti con i tutori dell'ordine, dal momento che costoro conoscono centinaia di modi del tutto legali per trasformare la vita dei musicisti di strada in un vero incubo. "Ricordo un ufficiale, non voglio rivelare il suo nome, che mi ha detto che se non avessi sloggiato dall’Arbat, mi avrebbe coperto di polvere di cocaina e mi avrebbe sbattuto in prigione. Quando gli ho chiesto come facesse ad avere tanta cocaina, mi hanno immediatamente portato al dipartimento del Ministero dell'Interno", confessa Andrei, un musicista di strada di Mosca. Secondo alcuni artisti di strada, per essere lasciati tranquilli bisogna pagare una tangente di 500 rubli (circa 15 dollari) al giorno.

I musicisti di strada più esperti sostengono che con l'arrivo del nuovo sindaco, la situazione si è fatta più difficile. Gli amministratori cittadini stanno cercando di rimuovere dalle strade  tutto ciò che disturba il decoro e anche gli artisti di strada rientrano in questa categoria, anche se non esiste nessuna legge che vieti la loro attività.

Potrebbero ricadere nella legge municipale di Mosca che tutela la quiete notturna. Secondo questa legge è proibita “qualsiasi azione che possa disturbare la quiete e il silenzio nelle ore notturne, inclusi il suono proveniente da riproduttori musicali, da amplificatori e strumenti musicali, nonché grida, schiamazzi, canti…” dalle ore 11 della sera fino alle 7 del mattino. Tuttavia, quasi tutti i musicisti di strada smettono di suonare prima delle 10 di sera e raramente usano amplificatori con più di un 1kw di potenza e i suoni da loro prodotti non superano i decibel consentiti nelle vie cittadine.

La vita dei musicisti di strada in Russia non differisce probabilmente granché da quella dei loro colleghi di altri Paesi. Si può diventare favolosamente ricchi o perdere tutto di colpo, come giocando alla roulette in un casinò. L’unica differenza è che si sta per strada.

"Mi ricordo che una volta, mentre suonavo la sera tardi sull’Arbat, sono stato avvicinato da uno straniero - uno spagnolo, come ho scoperto poi – è il racconto di Oleg di Mosca - che mi ha stretto la mano e in un russo stentato mi ha detto: "Potrebbe cantare ‘Mazzi fragranti di acacia bianca'?". Ho iniziato a cantare e lui è scoppiato in singhiozzi, spiegandomi che era la canzone che sua nonna, di origine russa, e ormai defunta da un pezzo, gli cantava quand’era bambino. Una scena davvero edificante: un musicista di strada con addosso una tunica arancione seduto sul marciapiede che canta “tutta la notte l’usignolo ha gorgheggiato per noi” e accanto a lui un signore dall’aria distinta che singhiozza disperato. Tra l'altro, mi ha dato tutti i soldi che aveva con sé per la canzone".

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