L'homo sovieticus di Ernu

In "Nato in Urss", lo scrittore, classe '71, ripercorre la sua vita, confrontando abitudini e costumi antecedenti alla fine del sistema con le novità arrivate nel 1991

“Komunalka, Pioner, Komsomol, Glaznost, Perestrojka”. Per chi si intende un po' di storia queste parole richiamano alla mente soltanto un'immagine: l'Unione Sovietica. E in effetti è proprio questo l'intento di Vasile Ernu nel volume “Nato in Urss”, raccontare, cioè, un mondo che ormai è scomparso, ma che per milioni di persone ha rappresentato a lungo la vita quotidiana.

Vasile Ernu è nato in Unione Sovietica nel 1971, e più precisamente in quella che ora è la Repubblica di Moldova, ma nel 1991 si è trasferito in Romania, dove lavora come redattore per diverse riviste. In questo libro Ernu prende per mano il lettore, e come Virgilio con Dante, lo porta in viaggio all’interno dell’Unione Sovietica, facendogli conoscere la vita, le abitudini e i miti della gente comune.

“Leggete, invidiate, io sono cittadino dell’Unione Sovietica”, diceva Vladimir Majakovskij e proprio partendo da questa citazione, Ernu ci racconta la sua infanzia da Oktombrel, ottobrino, il primo grado della carriera dei piccoli comunisti in Unione Sovietica, e poi successivamente Pioner, Pioniere; ma anche l’emozione di poter indossare il primo paio di džinsy, ovvero i jeans, pantaloni difficilissimi da trovare in Unione Sovietica, ma desiderati da tutti i ragazzi.

E ancora i campi estivi,  la žvačka, il chewing gum americano così diverso dalle gomme Made in Urss, e poi i film per bambini come “Buratino”, la versione sovietica di Pinocchio, “Nu Pogodi!”, l’equivalente di “Tom e Jerry”, ai quali, crescendo si sostituiscono gli eroi del periodo sovietico, come Juri Gagarin, o i cantanti cult Vladimir Vysockij e Viktor Tzoj, Ostap Bender, il protagonista del romanzo “Le 12 sedie” di Il’f e Petrov e Štirlitz, il James Bond sovietico.

Nel libro di Ernu sono descritti tutti i tratti dell’homo sovieticus, da com’era vissuto il sesso in Unione Sovietica, con la divertente descrizione del preservativo sovietico, passando per la toilette, in russo tualet, le bevande Made in Urss, il cibo, gli scacchi, la parata del 9 maggio per il Giorno della Vittoria e la Maëvka, la festa del primo maggio.

Non mancano ovviamente gli accenni politici, come quelli legati a Lenin di cui Ernu scrive “Era vivace, dinamico, aveva principi e disegni grandiosi […] Tanto di cappello. Peccato sia scomparso e sia arrivato quell’insopportabile di Stalin, dal quale ho tenuto le distanze”; e poi il disgelo di Crusciov, l’epoca di Brežnev e l’ascesa di Gorbaciov con le sue norme proibizioniste nei confronti dell’alcol, che Ernu liquida con un lapidario: “Costruire il comunismo senza alcool è come fare il capitalismo senza pubblicità”.

Nel volume è presente anche un piccolo ma divertente test per scoprire se qualcuno è nato negli anni Settanta in Unione Sovietica, con cinquanta indizi legati a quei tempi, da noi conosciuti come “stagnazione brežneviana”, ma ricordati da Ernu con una buona dose di nostalgia e descritti per un motivo fondamentale: spiegare che il “pianeta Urss” non era “né così buono né così cattivo come credono alcuni, dell’una o dell’altra parte”.

TITOLO: NATO IN URSS

AUTORE: VASILE ERNU

EDITORE: HACCA

PAGINE: 280

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