L'alternativa russa a Windows

Foto: linuxforge.ru

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Il prototipo della nuova piattaforma operativa nazionale, destinato ai pc di impiegati statali e scolari, è stato approvato dal Ministero delle Comunicazioni

Il sistema “Windows russo” ha superato i primi test. Il prototipo della nuova piattaforma operativa nazionale, cioè il sistema operativo destinato a sostituire Windows nei pc di impiegati statali e scolari, è stato approvato dal Ministero delle Comunicazioni. Al posto di un'unica distribuzione di riferimento, la ditta che si occupa della realizzazione del sistema, la “PingWin Software”, ha proposto di crearne quattro, una per ognuno dei principali elaboratori Linux russi.

I funzionari russi sperano che il nuovo sistema operativo nazionale inizi presto a portare all'economia nuove entrate, grazie alla vendita delle licenze per i programmi informatici. Secondo quanto dichiarato nella presentazione del progetto, sarà possibile risparmiare fino all'80% delle spese del settore, per un valore di 55,3 miliardi di dollari, nel giro di pochi anni.

 

La prima volta che si è parlato di un “analogo russo di Windows” è stato nell'estate del 2010. I funzionari interessati decisero allora di non creare un sistema operativo dal nulla, bensì di seguire una pratica comune in tutto il mondo e di prendere come base una delle distribuzioni open source gratuite di Linux. Secondo il programma statale per il periodo 2011-2020 “Comunità informatica” approvato nell'ottobre 2010, durante i primi due anni di elaborazione del progetto verranno stanziati circa 490 milioni di rubli. Il programma prevede che entro un anno dall'inizio della sua diffusione, la nuova piattaforma operativa nazionale sia installata su circa il 2% dei computer russi, senza tenere conto di quelli degli organi governativi statali e regionali, ma solo di istituzioni e organizzazioni pubbliche. Nell'anno successivo si dovrebbe arrivare al 5%.

 

Il concorso per la creazione del prototipo, svoltosi a fine settembre 2011, è stato vinto dalla “PingWin Software”, di proprietà della fondazione Ngi, che ha tra i suoi maggiori azionisti l'ex ministro delle Comunicazioni Leonid Rejman. Già durante l'estate 2011 la “PingWin” aveva reagito positivamente all'appello lanciato dalla Raspo (un'associazione non commerciale russa che si impegna a favore dello sviluppo di sistemi operativi nazionali open source) che aveva criticato le condizioni del concorso: la Raspo evidenziava l'insufficienza dei termini temporali imposti dal bando per l'elaborazione del prototipo e si esprimeva contro l'idea stessa di creare una sola versione di piattaforma operativa. Il direttore generale della “PingWin” Dmitri Kommissarov allora promise di invitare i programmisti di aziende della Raspo a lavorare insieme all'elaborazione del sistema operativo.

 

La “PingWin” ha consegnato la documentazione relativa al prototipo alla fine di ottobre 2011. Dopo di che, la documentazione è rimasta in fase di accettazione per altri due mesi, durante i quali, secondo quanto stabilito dal programma “Comunità informatica”, avrebbe dovuto svolgersi un altro concorso per l'elaborazione, entro la fine del 2011, di una versione pilota della distribuzione del nuovo sistema operativo.

 

Un prototipo è una “cosa complicata”, come spiega l'esperto della commissione incaricata di esaminare le proposte di progetto, Vitalij Lipatov, direttore generale dell'elaboratore Linux di San Pietroburgo “Etersoft”. E' un progetto molto esteso, nel programma del collaudo ci sono 73 punti, ognuno dei quali non si riduce sicuramente allo “spingere un pulsante”, come ha raccontato a Vedomosti.

 

I test di collaudo sono durati cinque giorni, di cui tre si sono svolti presso il Ministero e gli altri due invece a distanza. Uno dei membri della commissione è Lipatov, architetto del sistema concorrente di Linux, Alt Linux, e anche questo ha fatto sì che la commissione non abbia fatto alla “PingWin” alcuna concessione, come ha assicurato lui stesso. Lipatov ha spiegato di aver mosso delle critiche alla metodica stessa di collaudo del prototipo proposta dalla “PingWin”. In seguito il ministro delle Comunicazioni Igor Shchegolev ha rivelato che il progetto è stato esaminato attentamente e per diverse volte è stato rimandato indietro per essere ridefinito. Alla fine la commissione ha riconosciuto che la “PingWin” aveva apportato tutte le correzioni necessarie richieste dalla commissione.

 

La creazione del prototipo ha permesso, tra le altre cose, di elaborare i requisiti tecnici per il prossimo concorso relativo alla piattaforma operativa di per sé e la “PingWin” ha proposto di prendere come modello di partenza tutte e quattro le principali distribuzioni russe di Linux: Alt Linux, “MSVSphere”, “Naulinux” e “Rosa”, spiega Kommissarov. La “PingWin” ha dimostrato che le varie distribuzioni sono compatibili fra loro: il programma creato per una, funziona anche sulle altre. Di conseguenza, dovrebbe risultarne una base di algoritmi e programmi compatibili con tutte la distribuzioni, nonché un operatore che mantenga questa base.

Inoltre, i programmi per il nuovo sistema operativo potranno essere creati non solo sulla base di Linux: i Ministeri e le altre istituzioni e organizzazioni pubbliche potranno affittare i programmi su Internet attraverso i cloud provider.

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