Torino, filo diretto con l’Ermitage

Ermitage (Foto: Lori/Legionmedia)

Ermitage (Foto: Lori/Legionmedia)

Il Comune piemontese firmerà un accordo per ospitare alcuni capolavori custoditi nell’imponente museo russo. In cambio verranno cedute opere italiane

Un “baratto” di capolavori. Uno scambio di opere d’arte tra città che permetterà di allestire mostre di spessore a prezzi ovviamente molto contenuti. E’ questo in sintesi il progetto pensato dal Comune di Torino per mantenere viva un’offerta culturale a costi ribassati Un modello che il capoluogo piemontese ha già sperimentato con la mostra “Flamingo”, presa in prestito da Lione, città francese alla quale a sua volta sono state donate alcune opere italiane.

Ora lo scambio abbraccerà anche la Russia: a febbraio il sindaco Piero Fassino volerà a San Pietroburgo per siglare un accordo con il governatore della città Georgij Poltavchenko. A quanto si apprende, la collaborazione inizierà con il museo Ermitage, che concederà alcuni suoi capolavori in cambio di opere nostrane.  

Plauso da parte dell’assessore torinese alla Cultura Maurizio Braccialarghe, convinto che si tratti di un'idea interessante per riavviare il volano della cultura, approfondendo i rapporti con altre grandi città. San Pietroburgo in primis.

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