“A capo dell’Agenzia Blackberry”

Foto: Itar-Tass

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Intervista ad Andrei Nikitin, 31 anni, direttore generale dell’Asi, ente voluto da Putin per avviare tavoli di confronto tra istituzioni, imprenditori e cittadini scontenti

Andrei Nikitin, 31 anni, è direttore generale dell'Agenzia delle iniziative strategiche (Asi), un ente creato nell'estate 2011 dal primo ministro Vladimir Putin per rispondere alle preoccupazioni degli imprenditori e dei professionisti, alcuni dei quali erano tra coloro che sono scesi in piazza in segno di protesta nel mese di dicembre 2011.

Nikitin, che possiede delle imprese nelle regioni di Tver e Ufa, ha sottolineato che il suo nuovo ruolo è quello di comprendere meglio perché le persone si sentono emarginate e insoddisfatte riguardo alla politica e al mondo del lavoro; il prossimo passo sarà poi quello di proporre le riforme.

 

Come risponde all'ultima ondata di critiche e di proteste ricorrenti contro il primo ministro Vladimir Putin?
Per quanto posso vedere, Vladimir Putin è una persona che può contare sul sostegno della maggioranza dei russi. Questo è ciò che lo rende fiducioso circa la sua forza. Dandogli una sensazione di legittimità. Allo stesso tempo, è un uomo intelligente che si rende conto, come lui stesso ha detto, che la gente che è scesa in piazza è anche frutto del suo regime. Si tratta di una generazione di liberi professionisti, cresciuti durante l’epoca di Putin. L'idea di creare la nostra Agenzia ha rappresentato un tentativo di stabilire una comunicazione tra Putin e questa parte dei cittadini. La mia agenzia è una sorta di comunicatore, un Blackberry, se così si può chiamare. Il nostro compito è quello di realizzare tutte le idee positive che ci arrivano e cercare di applicarle nei progetti a livello federale e regionale.

 

Cosa rende la vostra agenzia diversa dalle altre decine di istituti statali già esistenti?
Ci concentriamo su temi diversi. Uno di questi è il “nuovo business”. L'idea è di sostenere le aziende che hanno già avuto successo quando si scontrano con qualche barriera che impedisce loro di crescere. Questo mese, la nostra agenzia è stata incaricata di sviluppare i nostri progetti di investimento nelle regioni russe. Siamo responsabili del miglioramento del clima di investimento locale. Siamo interessati ad aiutare i migliori imprenditori che possiedono aziende di medie dimensioni, che valgono tre o quattro miliardi di rubli, e che hanno rivitalizzato la produzione nelle regioni. Creiamo opportunità per loro e li sosteniamo apportando cambiamenti nel sistema al fine di limitare le decisioni prese dai singoli funzionari.

 

In che tipo di rapporti è con Vladimir Putin?
Il primo ministro vorrebbe incontrare gli uomini d'affari e ascoltare i problemi che devono affrontare. Mi incontro con Putin ogni mese e mezzo per informarlo sui nostri progressi. Essendo io stesso un uomo d'affari, ho potuto verificare come migliorare la questione relativa alle garanzie di Stato; ho accettato di svolgere questo lavoro per rendere il contesto migliore. Non penso a me stesso come a una parte del governo.

 
Non teme di essere troppo diretto quando parla al primo ministro delle difficoltà che le persone devono affrontare?
Non c'è nulla di cui aver paura. Per me non serve solo parlare dei problemi, io propongo delle alternative, delle soluzioni. Discutiamo delle soluzioni ottimali;  oltre a “nuovo business”, abbiamo anche un altro dipartimento chiamato “Nuovi professionisti”. Oggi, le società commerciali soffrono per la carenza di personale qualificato. Ogni anno, il Ministero della Pubblica Istruzione spende circa 100 miliardi di rubli nella formazione dei professionisti, mentre le aziende sono costrette a spendere circa la stessa cifra per la riqualificazione dei laureati che assumono.

 

Quali iniziative offrite al sistema di istruzione?
L’anno prossimo abbiamo in programma di lanciare il programma Global Education, simile a quello che hanno in Cina e in Kazakhstan, in cui gli studenti possono studiare nelle migliori università del mondo con la promessa però di fare poi ritorno in Russia. Ma perchè il programma inizi a funzionare, permettendo a migliaia di studenti di recarsi a studiare all’estero, abbiamo bisogno di infrangere il muro di resistenza da parte dei rettori universitari. I quali credono che nel nostro Paese vada tutto bene. Siamo in disaccordo con il Ministero perché ritiene che i rettori universitari debbano selezionare gli studenti che si recano all'estero per studiare. Noi pensiamo invece che il sistema delle candidature dovrebbe essere trasparente e che ogni studente abbia il diritto di studiare all'estero.

Cosa pensa che renda così arrabbiati gli uomini d’affari come lei al punto da spingerli a manifestare per le strade?
I funzionari di rango più basso stanno violando i loro diritti. Abbiamo ottenuto dei progressi importanti nelle regioni, dove abbiamo chiesto che i governatori si assumano le proprie responsabilità nei confronti degli investitori. Gli investitori dovrebbero reagire, così i funzionari sarebbero costretti a fornire delle risposte in non più di due giorni. Possiedo delle imprese nelle regioni di Tver e Ufa e capisco che la qualità dei servizi offerti dallo Stato necessita di essere migliorata.

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