Sole, vino e donne: ecco Semenov

Un ritratto dello scrittore che visse a lungo in Italia nel libro “Un pescatore russo a Positano”, a cura di Vladimir Keidan e di Mikhail Talalay

“Nella mia vita predominarono tre elementi: sole, vino e donne. Il sole mi diede la salute, il vino la gioia, le donne la sofferenza”. Queste sono le parole con le quali lo scrittore e pubblicista russo Mikhail Nikolaevich Semenov apre il suo libro di memorie dal titolo “Bacco e sirene”, e da sole basterebbero a rappresentare gran parte della sua vita.

 

Chi era Mikhail Semenov, nome forse sconosciuto al grande pubblico, ma che ha vissuto per molti anni in Italia e precisamente nella costiera amalfitana? A raccontarlo c’è un volume intitolato “Mikhail Semenov. Un pescatore russo a Positano”, a cura di Vladimir Keidan e di Mikhail Talalay.

 

Semenov era un uomo estremamente particolare, pieno di contraddizioni e dalla doppia personalità, ma pur sempre uno dei più interessanti intellettuali europei del periodo compreso tra le due guerre mondiali. La principale fonte dalla quale è possibile attingere informazioni sulla sua vita è, appunto il suo libro di memorie “Bacco e sirene”, pubblicato sia in russo che in italiano, e da una serie di appunti di carattere memorialistico, ricercati e riordinati dal professor Vladimir Keidan, docente di filologia all’Università di Urbino.

 

“La più grande difficoltà che ho incontrato nelle ricerche è data dal fatto che ciò che scrive Semenov sulla sua vita è spesso in contraddizione con fatti veramente accaduti e con fonti documentarie attendibili, - spiega il professor Keidan durante la presentazione del volume a Roma –. Nel libro si trovano due biografie: quello che Semenov dice di sé stesso e le mie ricostruzioni e i commenti”.

 

Un personaggio estremamente controverso Mikhail Semenov: donnaiolo, accanito giocatore d’azzardo, sospettato di essere una spia a favore dei nazisti e millantatore. Spiega il professor Keidan: “Semenov aveva un cugino di terzo grado suo omonimo, ufficiale della Guardia e massone: ebbene, durante tutta la sua vita Mikhail non smetterà mai di appropriarsi di dettagli della biografia del cugino e di spacciarsi per lui”.

 

Nonostante ciò a Semenov vanno tanti meriti: è stato giornalista, traduttore, editore, scrittore, commerciante d’arte e di libri, fondatore in Italia della pesca industriale, un’amante dell’arte a trecentosessanta gradi, habitué dei più importanti caffè artistici e letterari italiani, nonché amico e amministratore di Djagilev, quando arrivò in Italia con la compagnia dei Ballets Russes.

 

Il merito più grande da attribuire a Mikhail Semenov è, però, quello di essere stato il mediatore tra la cultura russa e quella europea durante gli anni a cavallo tra le due guerre, nonché messaggero in Italia dello spirito cosmopolita europeo di quel periodo. In appendice al libro, tra gli altri, anche un ricordo del regista Franco Zeffirelli, buon amico dello scrittore russo.

 

 

TITOLO: Mikhail Semenov. Un pescatore russo a Positano

A CURA DI: Vladimir Keidan

EDITORE: Centro di Cultura e Storia amalfitana

PAGINE: 423

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