Pattini d'argento alla russa

Foto: Anisya Boroznova

Foto: Anisya Boroznova

Nel suggestivo Parco Gorky di Mosca è in funzione la pista di pattinaggio sul ghiaccio più grande d’Europa: 15mila metri quadri di puro divertimento

Il pattinaggio sul ghiaccio è il passatempo invernale preferito dai russi. Si tratta di un divertimento molto in voga, che unisce i gruppi sociali più disparati: studenti, top manager di successo, stranieri, tagiki immigrati e altri.

A dicembre 2011 presso il Parco Gorky di Mosca ha aperto la pista di pattinaggio all’aperto più grande d’Europa e la più moderna della Russia; con le sue sculture di ghiaccio ricopre una superficie di 15mila metri quadrati. Si presume che la pista rimarrà aperta e conservata in perfette condizioni fino alla primavera.

Nonostante le sue dimensioni spettacolari, la pista ricopre solo uno spazio modesto al centro del gigantesco parco. All’ingresso un padiglione rosa shocking ospita le casse. Il personale è cordiale e disponibile, anche se sono in pochi a parlare inglese o un'altra lingua straniera. Sarebbe pertanto consigliabile a chi arriva dall'estero conoscere qualche frase in russo.

Lo spogliatoio è riscaldato e sugli schermi trasmettono il canale televisivo Dožd (optimistic channel, secondo l’opinione personale della redazione); mentre in pista riecheggia la musica del famoso canale radiofonico via internet, Follow me. Contribuiscono a rendere piacevole l’atmosfera anche gli annunci che sono regolarmente emessi dagli altoparlanti: dal gentile “grazie di aver fatto visita alla nostra pista” al più audace “non abbiate paura di invitare una ragazza a pattinare”.

In sostanza, la pista ricopre una parte del viale centrale del parco e alcune sue diramazioni, ricoperte di ghiaccio. Il percorso è circondato da una staccionata di legno, cosicché i pattinatori alle prime armi possano sorreggersi per trascinarsi dallo spogliatoio alla panchina più vicina.

A differenza delle strutture che tradizionalmente si incontrano nelle piazze centrali delle maggiori città europee, in occasione delle feste natalizie, la pista del Parco Gorky ricorda di più Adventureland di Disneyland a Parigi. La creatività si fa sentire ovunque: sulla pista è sospeso un ponte di legno da cui si gode di una vista panoramica sui pattinatori e a cui, però, non si può accedere con i pattini. Lungo le strade di ghiaccio corrono ghirlande di luci colorate e nelle aiuole innevate sono disposti qua e là sgargianti abeti di Natale. Al progetto della pista hanno lavorato i tedeschi di 4a Architekten in collaborazione con lo studio di architettura Wowhous.

Alla mia domanda sul perché non avessero ricoperto di ghiaccio anche altre strade, un dipendente della pista, Nikolaj, mi ha risposto con un sorriso triste: “Abramovich ha detto che forse dopo Capodanno amplieremo la pista. Almeno finché non saranno ammortizzate le spese”. L’oligarca Roman Abramovich è, infatti, uno dei finanziatori della pista di pattinaggio del parco.

La pista per ora, al contrario, ha subito solo delle perdite.  “Nei primi due giorni sono stati rubati 280 paia di pattini”, commenta seccato Nikolaj. Nei primi giorni dopo l’apertura, i pattini venivano consegnati a tutti gratuitamente. I visitatori pagavano solamente l’entrata al parco. Per quanto ingenuo, il tutto è stato fatto con le più buone intenzioni. “Abbiamo acquistato 5mila paia di pattini, affinché la gente potesse pattinare … Non abbiamo chiesto una cauzione per i pattini: pensavamo che il parco fosse per i visitatori, e che chiedere una cauzione fosse una volgarità”, ha raccontato in un’intervista alla rivista Bolshoj Gorod, Sergej Kapkov, presidente del Dipartimento della Cultura di Mosca e direttore del Parco Gorky.

Eppure la tentazione di aggiudicarsi un paio di pattini nuovi a un prezzo simbolico di 150 rubli (3,60 euro, il costo del biglietto di entrata) è stata tale che nella prima settimana sono spariti 500 paia di pattini. Ora i pattini sono consegnati solo previo pagamento di una cauzione di 1500 rubli (36 euro).

Musica: Mescherin's Orchestra - Танцующие гномы (Dancing Dwarves)

Informazioni pratiche

Sulla pista del Parco Gorky c’è un’area riservata ai giocatori di hockey, un centro medico per eventuali infortuni, un labirinto di ghiaccio per i bambini e una manciata di bar che servono piatti caldi e vin brulé per i genitori infreddoliti (caffè 140 rubli/3,40 euro; vin brulé 150 rubli/3,60 euro). La pista è aperta ogni giorno dalle 10 alle 23, con una pausa dalle 15 alle 17 per consentire a macchine speciali di pulire e lucidare il ghiaccio.

Giochi sul ghiaccio

Ciò che spaventa delle piste di pattinaggio all’aperto è la prospettiva di rimanere per molto tempo al freddo. Niente paura: accanto al vin brulé, vi è una serie di altri modi per non rischiare di diventare dei ghiaccioli, come, ad esempio, dedicarsi ai giochi sul ghiaccio. Ecco quali sono i più tradizionali:

Ruscello,  il più romantico. I partecipanti si schierano a coppie, uno davanti all’altro e formano con le braccia alzate un lungo ponte. Successivamente, qualcuno passa tra i partecipanti e nel tragitto  sottrae qualcuno dalla fila così da formare una nuova coppia, che si andrà a unire alle altre, e così via. Si tratta di un ottimo metodo per conoscere qualcuno che ti piace.

Trenino, il più divertente. I partecipanti si mettono in fila l’uno dietro l’altro tenendosi per la spalla o la cintola.  Il primo della fila, la cosiddetta locomotiva, munito di un fischietto, dà il via e tutti cominciano a muoversi insieme per la pista come una lunga fila di vagoni. Il bello inizia quando in curva i “vagoni” iniziano a cadere singolarmente o in gruppi.

Acchiapparella, il più estremo. Si formano due squadre, una delle quali conduce il gioco. I membri della seconda squadra, al segnale, si sparpagliano; i primi devono cercare di raggiungerli e “acchiapparli”, toccandoli. Chi viene preso deve rimanere fermo sul posto finché un altro della stessa squadra non passa a liberarlo. Così il gioco continua. Lo scopo della prima squadra è “acchiappare” tutti i membri di quella avversaria, che deve invece cercare di non farsi prendere.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta