La Borsa unificata non decolla

Foto: Ria Novosti

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La riforma che ha coinvolto la piazza moscovita con Micex e Rts è stata pensata per rispondere alle pressioni dei mercati esteri. Con quali risultati?

Nel 2011, per esprimersi con le parole di uno dei miei newsmaker, gli operatori del mercato finanziario sono stati affetti da gigantismo. E in effetti durante tutto l'anno non abbiamo fatto altro che scrivere articoli a proposito di qualche ampliamento. A primavera si è concluso l'acquisto di “Trojka Dialog”, società leader nel campo degli investimenti, da parte di Sberbank, la massima banca russa. L'affare è stato anticipato dalla fusione di due regolatori del mercato finanziario come il Servizio Federale per i Mercati Finanziari (Fsfr) e Rosstrakhnadzor (regolatore del mercato assicurativo).

Tuttavia l'evento dell'anno è sicuramente l'unificazione tra le due maggiori Borse della Federazione: Micex e Rts.

L'idea di creare una grossa piazza borsistica in Russia tramite l'unificazione delle due già esistenti era stata lanciata per la prima volta nel 2007 dall'allora direttore dell'Fsfr Oleg Vjugin, ma tutto l'entusiasmo si spense dopo pochi articoli sui quotidiani. L'idea è tornata di attualità con l'arrivo di Vladimir Milovidov sulla poltrona di direttore dell'Fsfr. Nel suo blog ricorda che già nel 2007 l'argomento venne da lui trattato nelle conversazioni con l'allora ministro delle Finanze Aleksej Kudrin e, nell'autunno dello stesso anno, col capo della Banca Centrale russa Sergej Ignatev. Nel 2008 l'unificazione venne inserita fra i punti della strategia governativa per lo sviluppo del mercato finanziario entro il 2020.

Il maggiore argomento sostenuto dagli ideologi dell'unificazione delle Borse era la necessità di creare un'organizzazione che potesse “rispondere in modo adeguato alla pressione delle Borse estere”. A dimostrazione di questa tesi il fatto che durante la prima metà del 2011, su sette Ipo relative ad altrettante aziende russe, sei si erano svolte all'estero.

Tuttavia le conversazioni riguardo all'unificazione hanno iniziato ad assumere valore più concreto non più di un anno fa, mentre fu solo a novembre 2010 che l'Rts rese note le proprie intenzioni di lanciare una Ipo, e le fonti del Kommersant tra gli azionisti della Borsa interpretarono la decisione come il tentativo di difendersi “dalla possibile conglobazione, ostile, da parte del gruppo Micex”. Finalmente, il 29 giugno la Zao (Società per azioni chiusa) Micex e la Oao (Società per azioni aperta) Rts hanno firmato l'accordo quadro relativo all'unificazione, mentre il 9 settembre l'accordo è stato approvato dal Fas, il servizio federale per il controllo sui monopoli. L'apertura ufficiale delle operazioni della nuova Borsa unificata venne fissato per il 19 dicembre 2011.

Il 19 dicembre in Borsa regnava un'atmosfera di festa e all'apertura delle operazioni prendevano parte il capo dell'Fsfr Dmitri Pankin, il direttore del gruppo di lavoro per la creazione di un centro finanziario internazionale presso la presidenza della Federazione Aleksandr Voloshin, altri funzionari altolocati e i rappresentanti della Banca Centrale. “Sono certo che questa Borsa unificata diventerà una delle migliori del mondo”, annunciò il signor Voloshin. Tuttavia, dopo appena alcune ore, in Borsa si è verificato un guasto tecnico senza precedenti. Le perdite finanziarie degli investitori non sono state significative quanto l'enorme perdita in reputazione.

Al momento attuale l'Fsfr sta studiando le informazioni messe a disposizione dalla Borsa e ha minacciato di annullare gli attestati di qualifica degli eventuali colpevoli. Ma sarà sufficiente tutto questo per risolvere un problema che sembra ormai diventato la norma? Dall'inizio dell'anno infatti tra RTS e MICEX si sono verificati ben 8 guasti tecnici.

Una delle domande che ho sentito più spesso parlando con gli operatori dopo il guasto è stata: perché hanno avuto tanta fretta di unire le due piazze? Che bisogno c'era di fissare l'apertura delle operazioni per il 19 dicembre, se era chiaro fin da subito che sei mesi sono un termine troppo breve per creare una struttura unitaria che funzioni bene, e l'unificazione sulla carta non significa niente per nessuno?.

Ho chiesto al capo del Fsfr Dmitri Pankin se non ritiene anche lui che la fusione sia stata prematura. Il signor Pankin, con il fare diplomatico tipico dei funzionari, ha risposto: “Era comunque necessario scegliere un punto di partenza”. Tra l'altro, Pankin si è ancora una volta lamentato, giustamente, del fatto che gli azionisti di entrambe le Borse in via di integrazione, hanno prestato molta più attenzione a questioni quali la valutazione dell'Rts e secondo quale coefficiente scambiare i suoi titoli con le azioni Micex, piuttosto che alle questioni tecniche. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

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