Surkov, dal Cremlino alla Duma

Fonte: kremlin.ru

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L'ex vice-capo dell'Amministrazione presidenziale, considerato l'eminenza grigia della politica russa, è stato nominato vice premier responsabile della modernizzazione del Paese

Il principale ideologo del Cremlino, Vladislav Surkov, trasferito ai lavori di casa: adesso ci si può davvero aspettare una svolta creativa nel programma di modernizzazione della Russia? L'ex vice-capo dell'Amministrazione del presidente della Russia, Surkov appunto, viene spesso definito l'“eminenza grigia” della politica russa. Altri aspetti della sua vita e del suo lavoro sono poco conosciuti. E forse è per questo che il suo trasferimento dal Cremlino alla Duma col ruolo di vce premier responsabile della modernizzazione economica è stato interpretato quasi da tutti come una mossa politica. In particolare come un castigo, inflittogli da Vladimir Putin, per il recente flop del partito di governo Russia Unita alle elezioni parlamentari del 4 dicembre 2011.

Il politico liberale di destra Leonid Gozman, ritiene che il Cremlino abbia deciso di sacrificare Surkov alle proteste di piazza seguite alle elezioni parlamentari. L'ex consigliere del presidente Putin, Andrej Illarionov, ha invece affermato che il vero scopo del trasferimento di Surkov è quello di “metterlo al riparo dalle critiche dell'opinione pubblica”.

Lo stesso Surkov ha spiegato ai giornalisti il proprio trasferimento dicendo di essere “troppo odioso per il bellissimo mondo nuovo” e che la “stabilizzazione divora i suoi stessi figli”. Da queste espressioni metaforiche si può arguire che l'ormai ex ideologo del Cremlino ritiene che il suo obiettivo di creare il cosiddetto “modello putiniano” di gestione del Paese sia stato portato a termine. Ora, in seguito alla liberalizzazione del sistema politico promessa da Putin e Medvedev, deve essere sostituito da altre persone.

“Ero tra coloro che hanno aiutato il Presidente Eltsin a compiere il passaggio di potere in modo pacifico. Tra coloro che hanno aiutato il Presidente Putin a stabilizzare il sistema politico. E tra coloro che hanno aiutato il Presidente Medvedev a liberalizzarlo. Erano tutte squadre ottime. Di altissimo livello”, ha ricordato Surkov.

Di sicuro non si può negare che Surkov, autore di alcune opere musicali e letterarie, abbia sempre avuto un approccio creativo. Uno dei suoi maggiori successi è stata la creazione della Fondazione Skolkovo, la “Silicon valley” russa. A dicembre del 2009 Surkov è stato nominato direttore del gruppo di lavoro per l'elaborazione del progetto Skolkovo e in seguito è entrato a far parte del suo Consiglio amministrativo.

“Surkov è uno degli specialisti più all'avanguardia nelle sue opinioni. E questo è un aspetto molto importante per coordinare la realizzazione del programma di modernizzazione del Paese, in particolare quello dell'innovativo progetto Skolkovo", ha affermato il vice-segretario di Russia Unita Sergej Zheleznjak. A suo avviso la nomina di Surkov al ruolo di vice premier responsabile della modernizzazione, “farà sì che i processi d'innovazione trovino finalmente una guida seria”.

Ma non tutti sono così ottimisti. Ad esempio il presidente del Centro di ricerca “Analisi Politica”, Mikhail Tulskij, ritiene che, ora, per quanto concerne la modernizzazione del Paese, “non ci sarà da aspettarsi altro che clamorose azioni promozionali, delle quali Vladislav Yurevich è maestro”.

Durante il colloquio col Presidente Medvedev riguardo alla sua nuova nomina, sul volto di Surkov c'era il sorriso. Ha ringraziato il Presidente per la possibilità di occuparsi “di nuove cose interessanti” e ha aggiunto: “Per me è un grande onore”. Sia il sorriso che la gratitudine sembravano sinceri.

“Mi sembra che Surkov, dopo essere uscito dal circolo vizioso delle torri del Cremlino, si senta più felice. Davanti a lui si aprono nuovi orizzonti, che non hanno nulla in comune con la funzione che ha ricoperto fino ad ora”, ha commentato il direttore generale del Centro di informazione politica Aleksej Mukhin. Secondo quanto da lui affermato, sarebbe dal 2004 che Surkov voleva lasciare il suo posto nell'Amministrazione del Presidente.

Fino ad oggi è stato uno dei principali strumenti del Cremlino per la formazione della propria politica interna, come fa notare il politologo Gleb Pavlovskij. “Surkov non solo controllava il lavoro, ma lo programmava, programmava diversi progetti politici, riusciva contemporaneamente a gestire elezioni parlamentari, partiti, governatori e a coordinare tutto questo insieme in un'unica agenda politica. Ora questo meccanismo di lavoro non esiste più. Qualcuno potrà rallegrarsene. Ma secondo me significa soltanto che il Cremlino non ha più lo strumento che aveva prima  e dovrà cercarne degli altri”, ha affermato l'esperto.

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