Per voi nel nuovo Bolshoj

L’occasione è stata la prima del Balletto della Scala di Milano, “Sogno di una notte di mezza estate”, in cartellone nel teatro moscovita fino al 22 dicembre 2011. Il reportage dell’inviata di Russia Oggi

Un evento davvero unico mi attende la sera del 20 dicembre 2011. Il Corpo di Ballo del celebre Teatro alla Scala di Milano, in scena sul palcoscenico del rinato Bolshoj. Il balletto in cartellone? "Sogno di una notte di mezza estate" di George Balanchine, sull'opera omonima di William Shakespeare.

Il traffico moscovita, come è normale, ha quasi paralizzato le strade del centro città, ma arrivo giusto in tempo per l'inizio dello spettacolo. Nella grande hall del teatro ci sono ormai solo altri ritardatari come me e alcuni appassionati del balletto, della Scala e dell'Italia, che purtroppo non avevano i biglietti, e quasi supplicavano ogni presente se magari potesse cedere l'invito per 2 persone per entrare.

Scendo in guardaroba, dopo aver ammirato il Foyer Bianco, dove sono tornati finalmente ben visibili le pitture del 19 secolo, “imbiancate” nel periodo sovietico. In fila parlo con la ragazza dietro di me, dai capelli lunghi ricci. E' vestita in un abito nero, aderente e porta una piccola borsa di colore d'oro. Le chiedo: "Vieni spesso al Bolshoj?". Emozionatissima, risponde: "Questo teatro è un posto magico per me, sin da piccola. E anche stasera mi aspetto uno splendido spettacolo, basta solo avere l’umore giusto per goderselo".

Entriamo insieme nella sala. E di nuovo, come tutte le volte e finalmente dopo tanti anni di restauro, resto affascinata da questo magnifico spazio pieno di oro e velluto rosso, dalle numerose luci che si riflettono nei cristalli del grandioso lampadario centrale.

Il mio posto è in platea; mi accomodo e continuo ad osservare quanto accade attorno a me. Il pubblico russo in sala è abbastanza disomogeneo. Accanto alle donne in abito nero e spalla nuda siedono le ragazze in vestiti casual, sportivi, con le Ugg ai piedi e non si staccano nemmeno per un secondo dal proprio Iphone, mentre ridendo immortalano la serata, fotografano l'interno del nuovo Bolshoj e subito condividono le foto su Facebook o Twitter. Pochi i bambini. Le loro mamme hanno borse firmate, ma abbastanza grandi per poter contenere tutto l’occorrente per i piccoli.

E finalmente suona il campanellino. Le luci si spengono, ma non è ancora l'ora del balletto. Prima, per il discorso d'apertura, salgono sul palco il neo ministro della Cultura italiano Lorenzo Ornaghi e il vice-capo del governo russo Alexander Zhukov.  Parlano con affetto dell’Anno di interscambio Italia-Russia che volge al termine proprio con il tour del Teatro alla Scala di Milano al Bolshoj.

Poi il sipario si alza su “Sogno di una notte di mezza estate”. Bellissimi i costumi, i corpi dei ballerini italiani fluttuano leggeri sul celebre palco moscovita. Loro appartengono a una favola bellissima, al mondo creato per noi dal genio di Balanchine, sulle musiche di Felix Mendelsshon-Bartholdy, e dalle movenze degli artisti del teatro scaligero. Così l’atmosfera in sala si fa magica. Impreziosita da quei cinque chili d'oro in decorazioni che rivestono tutto l'ambiente e ai quali hanno lavorato, negli anni del restauro del Bolshoj, 156 artigiani orafi.

Si respira, insomma, una regalità festosa che rimanda al periodo degli zar e il Balletto della Scala, unica compagnia straniera a poter calcare quel palco dopo la riapertura del teatro moscovita, è l'ospite d'onore dei festeggiamenti.

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