Abeti di plastica nelle case moscovite

Foto: Photoxpress

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L’anima green della capitale russa prende piede in fatto di addobbi natalizi, mentre ecologisti e burocrati non concordano nella valutazione dei danni causati dall’abbattimento degli alberi

I moscoviti comprano sempre meno abeti veri per le festività natalizie, osservano soddisfatti i rappresentanti dell’Ufficio Forestale della regione di Mosca. Quest’anno nella capitale aprirà quasi la metà, rispetto al 2010, dei mercati, legali, di abeti natalizi. Nonostante ciò, gli ecologisti avvertono che l’acquisto di esemplari di plastica è incompatibile con la salvaguardia dell’ambiente. 

Negli ultimi anni, a Mosca, la moda degli abeti veri, alla vigilia del 1° gennaio, ha registrato un calo. I dati sono resi pubblici dall’Ufficio Forestale della regione di Mosca. “È il mercato stesso a regolare la quantità di abeti”, ha dichiarato il vice-direttore del Dipartimento Forestale del Distretto Federale Centrale, Aleksej Ermolenko. Nel 2010 il Dipartimento del Commercio e dei Servizi di Mosca aveva previsto che in totale nella capitale si sarebbe venduto solo mezzo milione di alberi. Il numero di mercati di abeti, alla vigilia del 2011, raggiungeva le 420 unità. Il portavoce del Dipartimento, Leonid Ivakin, ha dichiarato al settimanale Moskovskie Novosti che per quest’anno non ci sono ancora dei piani ufficiali di vendita; tuttavia, nella capitale apriranno “più di 200 mercati”, quasi la metà rispetto all’anno scorso.

“La gente si dimostra più solidale nei confronti dei boschi e acquista abeti finti”, sostiene il vice-capo dell’Ufficio Forestale della regione di Mosca, Vadim Gusev. La tendenza è stata accolta positivamente sia dall’Ufficio che dal Dipartimento Forestale del Distretto Federale Centrale. Aleksej Ermolenko, promuovendo gli alberi artificiali, ha detto al settimanale Moskovskie Novosti che è meglio acquistare un esemplare di plastica. Per fare crescere un abete per Capodanno, ci vogliono dai cinque agli otto anni. Gli operatori forestali ritengono che qualsiasi abbattimento sia comunque dannoso, nonostante, per le festività, nelle aree boscose, vi siano delle piantagioni speciali e la parte principale del fondo boschivo non venga toccata.

Gli abeti natalizi si coltivano lungo gasdotti, oleodotti e linee elettriche. Su un ettaro di superficie crescono circa 10 mila piante. Gli abeti destinati alla capitale crescono principalmente nella regione di Mosca, ma vi sono anche alberi che arrivano dalle regioni di Brjansk, Jaroslavl, Vladimir, Tver, nonché dall’estero (per esempio dalla Danimarca). Secondo Aleksej Ermolenko, la scelta dell’area di coltivazione della pianta dipende dall’imprenditore. Nella capitale gli abeti sono venduti dai commercianti. Acquistare un abete natalizio dallo Stato è possibile, recandosi semplicemente all’Ispettorato Forestale.

Secondo Vladimir Borisov, esperto di relazioni pubbliche della società Ёlki, che è presente nei 46 mercati di abeti della capitale, la cifra di mezzo milione di abeti sarà molto vicina alla realtà anche quest’anno. Eppure, secondo le stime della società, il numero di moscoviti desiderosi di acquistare un albero vero non sarebbero in calo, bensì in aumento. Ciò riguarda sia gli abeti russi, per ora in quantità maggiori sul nostro mercato, che le importazioni, la cui percentuale è in continuo aumento.

“Se si soddisfano tutte le condizioni e le vendite sono legali, allora non verrà apportato alcun danno all’ambiente. Gli alberi sono una risorsa naturale rinnovabile, e in questo modo appoggiamo l’uso sostenibile delle risorse”, suggerisce il coordinatore dei progetti di politica forestale di Wwf Russia, Nikolaj Shmatkov. Il vero danno all’ambiente è causato dagli alberi di plastica, sostiene convinto l’ecologista. “Comprare un albero finto è peggio che acquistarne uno vero”, ha osservato l’esperto. “In questo modo sosteniamo una produzione dannosa. Tra un paio di anni ci troveremo, infatti, a rimpiazzare il vecchio albero con uno più alla moda. L’abete che getteremo via, impiegherà migliaia di anni a decomporsi in natura”.

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