Russia e Ue, giù le frontiere

Foto: Kommersant

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Mosca e Bruxelles hanno annunciato l’avvio del processo per l'abolizione dei visti. La controparte russa si aspetta che la prima fase non richieda più di un anno. Ma alcune difficoltà si addensano all’orizzonte

Nel corso del vertice Russia-Unione Europea del 14 e 15 dicembre 2011 si sono concluse le lunghe trattative per l'abolizione del regime dei visti. Mosca e Bruxelles hanno approvato un documento intitolato “Passi comuni per il passaggio a un regime senza visti nei viaggi di breve durata dei cittadini di Russia e Ue”. “Il testo è serio e ambizioso. Ora lavoriamo per il conseguimento di obiettivi condivisi: intraprendere passi comuni e iniziare a realizzarli nel corso del vertice”, ha dichiarato Catherine Ashton, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell'Unione Europea.


Nella versione finale del documento, Russia e Unione Europea hanno stabilito di adempiere reciprocamente a una lunga lista di “passi comuni”, suddivisa in quattro sezioni. Nella prima sezione “Sicurezza dei documenti e biometria” si dichiara la necessità di introdurre passaporti biometrici, in grado di rispondere alle richieste dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile (Icao). Le parti si impegnano a trasmettere in modo celere e sistematico informazioni relative allo smarrimento o furto di documenti e a passaporti falsificati all'Interpol. Oltre a ciò, Russia e Unione Europea intendono perfezionare le misure anticorruzione, “introducendo norme etiche nei confronti dei funzionari di qualsiasi organo pubblico, coinvolto nel sistema di gestione delle identità”. 

 

La sezione “Migrazione illegale e riammissione” prescrive una lotta congiunta ai flussi migratori illegali e ai reati connessi, nonché l’elaborazione di un sistema di raccolta e analisi di dati, che permetta di studiare e prevenire i rischi nell'ambito della gestione delle frontiere.


Russia e Unione Europea, inoltre, si impegnano a contrastare la falsificazione di documenti e la corruzione tra i dipendenti delle strutture statali preposte al controllo delle frontiere. La sezione “Ordine pubblico, sicurezza e collaborazione giuridica” tratta la lotta alla criminalità transnazionale, terrorismo e corruzione. Infine, nel paragrafo finale dei “passi comuni”, dedicato alle “Relazioni esterne”, l’attenzione è rivolta alle persone comuni. Nella sezione si parla della necessità di garantire ai cittadini di Russia e Unione Europea la libertà di movimento su basi paritarie e di collaborare per la realizzazione di “una politica contro la discriminazione e a favore della tutela di soggetti appartenenti a minoranze e della lotta contro i crimini fondati sull’odio”. 


Tutte queste sezioni saranno applicate su basi paritarie. Ciò significa che Russia e Unione Europea saranno in grado di controllarsi a vicenda. Stando alle parole del Ministero degli Affari Esteri russo, questi “passi comuni” non richiedono una firma. Per questo in occasione del summit i Presidenti di Russia e Unione Europea, Dmitri Medvedev ed Herman Van Rompuj, annunceranno semplicemente l’avvio del processo per la loro realizzazione.


Mosca e Bruxelles considerano il documento un grande traguardo. Nei mesi precedenti hanno discusso non tanto sul contenuto dei “passi”, quanto su che cosa fare dopo la loro realizzazione. Il Ministero degli Esteri russo ha proposto di procedere immediatamente con la creazione di un accordo sull'abolizione dei visti per i cittadini russi ed europei. A Bruxelles, tuttavia, hanno insistito che la realizzazione di questi passi serve solo a “spianare la strada ai negoziati sull'accordo”. In conclusione, nel documento, si è raggiunti un compromesso, ma la formulazione rimane confusa. Non appena la realizzazione della lista di “passi comuni”sarà completata, le parti prenderanno, in conformità con le procedure interne, una decisione relativa all’avvio delle trattative sull’accordo per l’abolizione dei visti. In lessico diplomatico, ciò significa che, se Mosca è pronta, in qualsiasi momento, a iniziare i negoziati sull'accordo, l'Ue dovrà prima concordare la posizione con tutti i Paesi membri.


La realizzazione di tutte le disposizioni del documento, ne sono convinti i diplomatici russi, richiederà circa un anno. “Contiamo sul fatto che l’attuazione dei ‘passi comuni’ non richieda molto tempo”, ha affermato il console speciale del Ministero degli Esteri russo, Anvar Azimov. “Nel giro di un anno potremmo già scambiare con i nostri partner europei informazioni sul corso dell’attuazione dei ‘passi comuni’, al fine di iniziare, subito dopo, con lo studio approfondito del testo dell’accordo sul regime senza visti”. 


Nel frattempo, nel documento concordato, vi è una riga che potrebbe vanificare tutti gli sforzi di Mosca di ottenere un regime senza visti con l'Unione Europea. La riga recita che quando si discuterà l’accordo per l’abolizione dei visti, sarà preso in considerazione “il rapporto tra l'evoluzione dei flussi migratori e la tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, nonché il rispetto dello stato di diritto”. Questa condizione vale in particolare per la Russia, dove la situazione dei diritti umani e dello stato di diritto, secondo l’Ue, è ancora precaria. A conferma di ciò vi sono le elezioni parlamentari del 4 dicembre 2011, di cui si sono lamentati sia osservatori internazionali che opposizione russa e difensori dei diritti umani.

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