I tessuti della Rivoluzione vestono Milano

Renata Pompas (Foto: Ufficio Stampa)

Renata Pompas (Foto: Ufficio Stampa)

Stoffe con falce e martello e motivi sovietici, diffuse in chiave propagandistica e oggi rivisitate da giovani designer, sono in mostra fino al 21 dicembre 2011
Renata Pompas (Foto: Ufficio Stampa)

I tessuti della Russia rivoluzionaria rivivono a Milano. Un tuffo nell’arte sovietica degli anni ‘20 rielaborata con gli occhi del presente, tra simboli politici, come la stella rossa e la falce e il martello, ed elementi meccanici come ruote, leve, ingranaggi, che rimandano al processo di industrializzazione in atto a quell’epoca. Un’operazione resa possibile grazie alla mostra “Textile Ri-design. Decori storici russi e design contemporaneo italiano”, in corso fino al 21 dicembre 2011, presso la sede dell’Associazione Italia-Russia in via Silvio Pellico 8 a Milano.


Un’iniziativa nata in occasione dell’Anno della lingua e cultura russa in Italia e organizzata da Afol Milano, nell’ambito del corso annuale Digital Textile Design. Il tema centrale dell’evento si snoda intorno agli “Agitational textiles” o tessuti rivoluzionari su cui i giovani designer del corso hanno lavorato, reinterpretandoli in chiave contemporanea e rendendo possibile una loro applicazione in ambito commerciale. Sulla scia dei numeri favorevoli che continuano a supportare l’interscambio di Russia Italia in questo settore. Secondo i dati dell’Istat, infatti, nei primi cinque mesi del 2011, i prodotti tessili, abbigliamento, cuoio e accessori hanno rappresentato la seconda voce nell’ambito delle esportazioni di Made in Italy verso la Federazione con 754.837 milioni di euro. Mentre, le importazioni dalla Russia hanno rappresentato la quarta voce con 48,870 milioni.

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“Abbiamo scelto di focalizzarci sul periodo del movimento Costruttivista, rappresentato da artisti come Rodchenko e Vladimir Tatin -, afferma Renata Pompas, docente del corso Digital Textile Design e organizzatrice della mostra, - perché rappresenta un punto di rottura rispetto a quanto veniva creato all’epoca in Europa. Con questo tipo di stoffe, cioè, l’arte veniva ripensata in funzione della nuova fase di fermento politico e sociale”.


All’indomani della Rivoluzione d’Ottobre, infatti, ai tessuti venne affidato un ruolo educativo e propagandistico, con il compito cioè di contribuire alla costruzione della nuova via al socialismo. “Si trattava, quindi -, prosegue Pompas, - di una nuova forma di comunicazione di massa”.

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Muovendosi tra i pannelli esposti nella mostra, dalle forme geometriche e dai colori armonici, emerge il lavoro di ricerca e diffusione da parte degli artisti locali di un nuovo stile sovietico moderno, in accordo con i principi rivoluzionari. “Una tendenza -, afferma Pompas, - che tra il 1920 e il 1930 si spinge anche oltre la rappresentazione della falce e del martello o delle ruote, arrivando a riportare sulle stoffe immagini concettuali riferite alle fabbriche, all’agricoltura, al lavoro, alla meccanizzazione dei mezzi di trasporto, ma anche allo sport e all’elettricità”. 

Un appuntamento, questo, che si inserisce all’interno di un progetto più ampio. “L’intento -, conclude Pompas, - è di rendere questa mostra itinerante. Abbiamo infatti pensato di lanciare una seconda edizione a febbraio 2012 con nuove opere e stiamo lavorando a un’edizione estera, che dovrebbe svolgersi sempre nel 2012 a San Pietroburgo”.

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