Dissenso, i commenti nella Federazione

Foto: Ruslan Sukhishin

Foto: Ruslan Sukhishin

Dopo le proteste di piazza Bolotnaja si accende il dibattito sui maggiori organi di stampa russi, preoccupati per il futuro del Paese

Le manifestazioni di protesta del 10 dicembre 2011 contro i brogli elettorali rappresentano la forma di dissenso più grande avvenuta in Russia negli ultimi dieci anni. Una protesta che ha radunato tra le 25 e le 100mila persone nel centro di Mosca. Secondo alcuni commentatori il raduno di piazza Bolotnaja avrebbe rappresentato la rinascita della società civile, mentre per altri verrà in poco tempo dimenticato, accantonato dalle feste di Capodanno. Ecco come è stata commentata la notizia all’interno della Federazione.

“La sensazione di forza composta e di giustizia era sorprendente”, ha detto Boris Dubin, responsabile della ricerca socio-politica presso il Centro Levada, il più grande centro di studi indipendente dell’opinione pubblica della Russia. Aggiungendo che questo sentimento è stato ancora più sorprendente dopo gli eventi degli anni Novanta e Duemila, caratterizzati in Russia da indifferenza totale ed estrema aggressività.



Stanislav Kucher, un commentatore politico del Kommersant Fm, era sicuro che le proteste sarebbero state un successo, mentre il Presidente Dmitry Medvedev ha commentato le manifestazioni sulla sua pagina Facebook, esprimendo la volontà di aprire un dialogo con l’opposizione.


Secondo un editoriale del quotidiano economico Vedomosti, le proteste potrebbero essere il preambolo per l’organizzazione di altre simili attività di massa. “I manifestanti continueranno a frequentare i raduni, soprattutto quando avrà inizio la campagna presidenziale del 2012”, è stato scritto.



“Il dissenso ha semplificato ma reso anche più forte il dialogo con l’Occidente”, ha scritto Konstantin Von Eggert, commentatore di affari internazionali presso Kommersant Fm. “Cosa avverrà adesso? Nulla”.



Gazeta.ru è stata molto più pessimista sul futuro politico della Russia. Secondo un editoriale “le autorità russe non faranno alcuna concessione e non soddisferanno le richieste dei manifestanti”. Inoltre, mentre il commento di Medvedev su Facebook ha dimostrato l’intenzione di indagare sulle irregolarità elettorali, anche lui non ha espresso alcuna apertura verso le altre richieste.



Dopo aver osservato i manifestanti, Andrei Kolesnikov del quotidiano economico Kommersant ha concluso di aver assistito a un ossimoro: “Una protesta di persone soddisfatte”, ha commentato. Elena Racheva di OpenSpace.ru è stata invece più brusca: “Non è possibile modificare la politica pubblicando messaggi su Facebook e postando su Twitter i video dei brogli elettorali. Non è possibile creare un movimento di opposizione solo tramite gli insulti, salvo poi ripararsi sotto l’ala degli avvocati. E anche chiedere nuove elezioni non è sufficiente. Cosa succederà dopo?”, ha concluso. “Nulla, credo”.

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