Le parlamentari viste dall'esperto

Oltre duemila giornalisti provenienti da 30 Paesi, accreditati nella Sala Stampa della Commissione Centrale Elettorale (Foto: Ria Novosti)

Oltre duemila giornalisti provenienti da 30 Paesi, accreditati nella Sala Stampa della Commissione Centrale Elettorale (Foto: Ria Novosti)

Più che il sospetto di brogli elettorali preoccupa il sistema politico bloccato

I risultati del voto del 4 dicembre 2011 non sono stati molto distanti dalle previsioni degli analisti. Russia Unita ha ottenuto la maggioranza della Duma, nella quale saranno rappresentate, pur con qualche differenza nei numeri, le stesse formazioni politiche della scorsa legislatura: il Partito comunista, quello liberal-democratico e Russia Giusta.

Russia Unita ha vinto senza brogli? Si tratta del quesito più ricorrente. L’unica risposta che possiamo dare è che il risultato rispecchia a grandi linee le stime dei sociologi. Quindi o crediamo a un “complotto dei sociologi” oppure occorre riconoscere che in linea di principio i risultati delle elezioni sono corretti e corrispondono alle idee dominanti tra gli elettori.

È vero che nel bel mezzo “dell’entusiasmo amministrativo” all’interno di alcuni seggi hanno potuto incrementare i voti di Russia Unita. Ma i funzionari lo hanno fatto non per “salvare la disperata condizione del partito”, ma per mostrare la loro “accanita fedeltà”. Così facendo, hanno risolto non i problemi del partito, ma i loro personali. Il sistema è di gran lunga più serio, più solido. La gestione deve essere basata sulla volontà degli elettori, non sulle schede elettorali.

Il grande problema con il quale ci dobbiamo confrontare consiste nel fatto che il sistema politico russo non permette la concorrenza da parte di partiti e politici diversi, ma soprattutto di partiti e politici di pari potere. Negli anni Novanta l’élite dirigente utilizzava il cosiddetto “modello a due teste” e ha avuto non poca paura nel 1993 (sotto la presidenza di Eltsin) e nel 1996 (in occasione delle elezioni presidenziali). Così negli ultimi anni, per non rischiare di ritrovarsi nella stessa situazione, si è passati al modello di “élite unica”.

C’è poi un’altra questione da considerare con grande attenzione. Spesso le differenze fra i partiti sono solo apparenti e anche gli obiettivi si somigliano dal punto di vista sostanziale. Pertanto le possibilità - sul piano dell’informazione, dell’amministrazione e delle finanze - dei partiti d’opposizione non sono paragonabili a quelle di Russia Unita. Gli elettori vedono che i partiti d’opposizione, benché si impegnino, ripropongono sempre la stessa minestra. Ecco spiegato lo scarso entusiasmo suscitato da queste formazioni politiche.

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