Il giorno della piazza

Foto: Afp/EastNews

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In oltre trentamila a Mosca al meeting organizzato via Web per protestare contro i presunti brogli elettorali del 4 dicembre 2011

Oltre trentamila (25mila secondo la polizia, 40mila secondo gli organizzatori) le persone scese in piazza Bolotnaja nel cuore di Mosca per protestare contro i presunti brogli elettorali del 4 dicembre 2011 e per chiedere la liberazione delle persone arrestate durante i precedenti meeting nella capitale russa. Una manifestazione svoltasi in maniera piuttosto pacifica, fortunatamente senza scontri, ma con alcuni momenti di tensione.

Fin dalla tarda mattina numerose persone si sono dirette verso il centro della capitale russa, blindata da cordoni delle forze dell’ordine che hanno presidiato la piazza per tutta la durata del meeting. Sul palco i maggiori esponenti dell’opposizione, insieme ad alcuni volti noti come lo scrittore Boris Akunin, intervenuto per chiedere maggiore trasparenza e democrazia.

Ilia Ponomariov di Russia Giusta è stato il primo a prendere in mano il microfono, dichiarando che la gente scesa in piazza Bolotnaja “non protesta contro niente”, se non “per avere elezioni giuste e per la democrazia”. “Esigiamo un nuovo conteggio dei voti”, ha aggiunto Ponomariov, sottolineando l’urgenza di liberare tutti coloro che sono stati fermati dalla polizia nei giorni immediatamente successivi alle elezioni.

Le manifestazioni hanno comunque interessato molte altre città della Federazione. A Novosibirsk si sono riuniti quasi ottomila manifestanti, secondo Victor Kuznetsov, esponente del Partito Comunista. Proteste anche a San Pietroburgo e in Siberia, a Tomsk e a Vladivostok. Chi non è riuscito a scendere in piazza ha comunque seguito l’evolversi della situazione su Twitter, dove sono stati centinaia e centinaia i messaggi pubblicati dai partecipanti durante tutta la giornata.

Nel frattempo è già stata annunciata una seconda manifestazione per il 24 dicembre 2011, giorno in cui verranno ufficialmente comunicati i risultati elettorali.

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