Tatuaggi antichi dal freddo

Una tradizione ormai scomparsa, ma che affonda le sue radici nel simbolismo più intimo dell’uomo. Ne parla Nicolai Lilin, autore del bestseller Educazione Siberiana: “Ma oggi in Russia è una moda come in Italia, senza un significato preciso”

Nikolai Lilin (Foto d'archivio personale)

Il tatuaggio siberiano affonda le sue origini nei popoli nomadi che lo usavano come segno di riconoscimento e come mezzo di comunicazione; erano genti pagane e usavano una simbologia religiosa che rappresentava i loro totem; poi, con l’arrivo e la conversione al cristianesimo, i segni pagani sono stati assorbiti da quelli cristiani, creando una rete simbolica di tipo sacra-profano molto usata nella tradizione siberiana.

Del tema ha parlato Nicolai Lilin, autore del bestseller “Educazione Siberiana”, nel corso della conferenza internazionale “Nella Pelle – Simboli, identità e storia dei segni corporali permanenti”, tenutasi a Roma il 5 e 6 dicembre 2011.

Lilin, nato a Bender, in Transnistria, da una famiglia di origine siberiana, è molto popolare in Italia per “Educazione Siberiana”, racconto delle sue infanzia e giovinezza vissute in seno alla comunità criminale siberiana. Lilin non è un esperto di tatuaggi né un tatuatore di professione: ha imparato l’arte del tatuaggio siberiano da piccolo, osservando quelli disegnati sui corpi degli anziani e, poi, studiando da un vecchio tatuatore di Bender che gli ha trasmesso l’arte del tatuaggio siberiano.

Un’arte unica. Il tatuaggio siberiano, infatti, indica l’appartenenza a una comunità e per questo è altamente simbolico; ogni simbolo è una parola, pertanto un corpo tatuato è come una storia che racconta tutto della persona che porta quei segni dalla forte valenza religiosa, per via del profondo rapporto con la fede degli appartamenti a questa comunità.

Gesù (tatuaggio), Nicolai Lilin

 Madonna con bambino. Disegno

e realizzazi​one del tatuaggio di Nicolai Lilin

  


Un corpo tatuato è come un libro misterioso, dunque, che in pochi sanno leggere, in quanto i simboli assumono un senso solo se decodificati nell’interezza della composizione; nella tradizione siberiana si inizia a tatuarsi molto presto e si continua per tutta la vita, così che la propria storia sia leggibile sulla pelle attraversi i tatuaggi.

Nella cultura siberiana il tatuaggio serviva a sostituire le parole: è, perciò, un qualcosa di molto intimo, tanto che i siberiani non parlano mai dei propri tatuaggi, solo chi sa decodificarli può comprendere appieno il significato, e quindi, la storia o il messaggio rappresentato. “Non si parla mai del significato del tatuaggio – spiega Lilin -, anche perché i tatuaggi venivano fatti proprio per non parlare, per sostituire le parole. Chiedere a qualcuno cosa significa il suo tatuaggio equivale ad offenderlo”.

Inoltre, “i tatuaggi della cultura siberiana non possono essere spiegati né fotografati – ribadisce Lilin -. Soltanto la persona che porta il tatuaggio e il tatuatore che l’ha eseguito conoscono il significato.”. Proprio per questo, continua Lilin, “il tatuatore, nella tradizione siberiana, era come un confessore al quale si poteva raccontare la propria storia, certi che non l’avrebbe fatta trapelare, se non attraverso i simboli riportati nel tatuaggio”.

 

Il tatuaggio veniva eseguito a mano con le bacchette e per farlo potevano servire anche diversi mesi durante il quale il cliente e il tatuatore vivevano insieme, cementando ancora di più il loro legame; alla fine del tatuaggio, il tatuatore non chiedeva esplicitamente la ricompensa per il lavoro svolto, era il cliente che, in base alle proprie possibilità, stabiliva il pagamento che poteva anche non essere in denaro.

“Il tatuaggio siberiano non ha niente a che vedere con il cosiddetto ‘tatuaggio criminale russo’ che ha ispirato alcuni film – aggiunge Lilin – e per la sua storia non può essere identificato come una tradizione che appartiene alla realtà carceraria, anche se essa ha condizionato la sua evoluzione.”

Ma il tatuaggio siberiano esiste ancora? “No”, afferma Lilin. “Il tatuaggio siberiano è morto con i siberiani, i giovani non hanno voluto più seguire gli insegnamenti dei vecchi. Oggi – conclude lo scrittore  - tatuarsi in Russia è una moda esattamente come in Italia, e le immagini non hanno più un significato preciso come invece lo avevano quelle legate alla tradizione siberiana”.

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