Propaganda elettorale passiva?

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

17 novembre 2011

Il voto della Duma del 4 dicembre 2011 mi coinvolge, mio malgrado, quando un bel giorno mi accorgo di far parte a tutti gli effetti della campagna elettorale. In che modo? L'ho scoperto quando una mia amica russa mi ha fatto notare come Mosca fosse tappezzata di manifesti di Russia Unita di Vladimir Putin e allo stesso tempo di cartelloni generici di invito al voto molto simili gli uni agli altri. Difficile per una profana distinguerli: stessi colori, stessi caratteri e nel malinteso non cado solo io, ma anche tanti russi.

 Foto: Itar-Tass (1-2), Andrei Zaitsev (3)


Che sia una casualità ne dubitano pure alcuni blogger della Federazione, mentre la mia amica, sapendo che non leggo il cirillico, mi prende in giro. "Anche tu hai la tessera di Russia Unita", insinua, additando la card che ho in mano per entrare in metropolitana. Ed effettivamente mi convinco di avere anch'io la tessera del partito del premier russo, anche se, in realtà, si tratta semplicemente del biglietto da 20 ingressi per la metro.

Il dorso del ticket da qualche settimana riporta, infatti, un memorandum al voto. Così uguale, nei colori e nei disegni, ai manifesti di Russia Unita, tanto da indurmi nell'errore, mentre la mia amica continua a prendersi gioco della mia ignoranza. Certo, se non me lo avessero detto non mi sarei mai avveduta di fare propaganda involontaria a ogni passaggio di tornello. E' la pubblicità, bellezza. Elettorale. Ma pur sempre pubblicità.

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