Duma, i primi risultati dalle urne

Foto: Kommesant

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Secondo gli exit poll, vince il partito di Putin ma perde la maggioranza. I comunisti e Russia Giusta raddoppiano i consensi; fuori dai giochi Yabloko e Causa Giusta. Arresti nella capitale russa, chiusa la Piazza Rossa

Putin vince, ma perde la maggioranza alla Duma. Secondo i primi exit poll elaborati dall’istituto Vtsiom, le parlamentari russe avrebbero visto il partito Russia Unita crollare dal 64,3% del 2007 al 48,5%. Un risultato che lo stesso Putin avrebbe nel complesso definito “positivo”, ma che di fatto evidenzia un netto calo dei consensi per Russia Unita in tutto il Paese.

Secondo le prime schede scrutinate, i comunisti avrebbero ottenuto il 19,8% dei voti, raddoppiando i consensi insieme a Russia Giusta, che si attesta per il momento al 12,8%, mentre i liberaldemocratici avrebbero per ora raggiunto l’11,42%. Sarebbero questi infatti i partiti, oltre a Russia Unita, che si siederanno in Parlamento: non passano Yabloko, Causa Giusta e i Patrioti della Russia, che non hanno superato lo sbarramento del 7%. Duecentoventi su 450 quindi i seggi destinati al partito di Putin, a fronte dei 315 ottenuti alle precedenti legislative.

Se i dati provvisori venissero confermati, avendo perso la maggioranza costituzionale dei due terzi dei seggi, il partito del premier russo non potrà da solo modificare la Costituzione, ma dovrà ricorrere all’appoggio degli altri partiti.

In questa tornata elettorale sarebbero stati oltre cento milioni i russi chiamati alle urne, che hanno votato in 96mila seggi predisposti in tutto il Paese, di cui 376 allestiti all’estero. Le votazioni si sono chiuse alle 21 ora locale, mentre Kaliningrad è stata l’ultima regione a votare.

Fuori dai seggi la giornata si è comunque rivelata piuttosto movimentata: chiusa la Piazza Rossa, diversi gli arresti avvenuti nella capitale russa, mentre alcuni siti Internet hanno denunciato un black out del sistema.

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